TRABZONSPOR-ROMA. A prima vista di Paolo Marcacci

Al centro della turca c’è l’ex Victor Hugo e i livelli di difficoltà espressi dal sono tutt’altro che…miserabili. Passata la battuta, comincia la partita. Per usare un altro calembour, la la trebisonda l’aveva persa prima di atterrarci, nel senso che contro il Porto (con Pepe massimo responsabile) e soprattutto contro il per l’indisponente atteggiamento arbitrale, sono andati in scena picchi di tensione agonistica non certo consoni a degli impegni amichevoli. 

Cominciamo, prima di cominciare, da quello che ha detto riguardo a ciò che ancora si può sperare dalla fase del mercato: se ci sarà possibilità di migliorare la rosa, con specifico al pacchetto dei titolari, si proverà a farlo, in caso contrario si aspetteranno altre sessioni. Lo troviamo molto motivante per già veste la maglia giallorossa, inoltre traduce l’intenzione di onorare una progettualità a lungo termine. 

Grande calore nel catino, gremito al cinquanta per cento come da disposizioni governative turche, del vecchio stadio “Senol Gunes”, oggi “Medical Park Arena”, ad alzare il coefficiente di difficoltà di un play off già abbastanza probante, parametrando l’impegno alla fase del torneo e al momento stagionale. Per di più ha le sue ragioni Bruno – si rivede – quando dice che il vantaggio del consiste nell’aver già disputato gare ufficiali sia in Conference che in campionato. 

Finalmente, al fischio dello sloveno Jug, inizia la ufficiale della Roma. 

Alla fine di un primo tempo tutt’altro che memorabile, ci sentiamo di fare un discorso: non possiamo pretendere già di vedere tutto ciò che ci aspettiamo dal di Mourinho; dobbiamo accontentarci di intravedere alcuni elementi fondanti del suo gioco e dell’utilizzo dei suoi giocatori. Due impressioni, per cominciare: ne giocherà parecchie, visto come catalizza la fase di costruzione dal basso: evidenzia efficacia nei movimenti e predisposizione al sacrificio. Non sarà titolare visto l’arrivo di Abraham? Vediamo. Altre impressioni: lezioso, non solo per il velleitario colpo di tacco; un Ibanez concentrato ed efficace. 

La gara nella prima parte dice: possesso palla a vantaggio dei turchi, ma con poco costrutto; concentrata e attendista nella fase di non possesso, con le linee serrate. Troppo poco? Sì, ma sarebbe preoccupante vedere ora la miglior versione possibile dei giallorossi. 

Il vantaggio giallorosso nel secondo tempo arriva al momento giusto, con un gran recupero palla di Zaniolo, una rifinitura da par suo di Mkhitaryan, un tap in intelligente e angolato di Pellegrini. Pensi che la si prenda la partita, a quel punto; invece è bravo Avci a inserire i chili e i centimetri di che pareggia subito di testa, sorprendendo Mancini. sorpresa, per qualche minuto, poi di nuovo alla ricerca della rete che merita al minuto 81 Shomurodov, raccogliendo la ricaduta del rimpallo sulla traversa colpita da di testa. 

Alla fine la trebisonda la la fa perdere agli altri. Il 1 va già bene così. Anche perché su altri campi soffrono grandi squadre come il Tottenham. 

Zaniolo? Work in progress, crescente nei ritmi e ottimo nell’amministrazione di sé.

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