La Roma mette la sesta

(IL TEMPO) La Roma ingrana la sesta. Sa solo vincere finora la di Mourinho. Che sia o Conference League, fa sempre il suo dovere: sei vittorie su sei partite ufficiali, un altro carico di fiducia in vista di impegni più complessi e un nuova per l’ che continua riempirsi con trentamila volta, senza curarsi dell’importanza del match. Il test diventa subito doppio. Perché non solo il tecnico portoghese cambia sette uomini rispetto alla Roma «titolare» vista domenica scorsa col Sassuolo, ma per la prima volta in stagione i giallorossi si ritrovano sotto nel punteggio. Il cambio di assetto toglie certezze in avvio di gara e il preso ne è una dimostrazione: legge male l’incursione di Carey e si ferma per non rischiare il fallo da rigore, completa la frittata difensiva. Ci pensa Pellegrini, con un pallonetto alla Totti, rimettere in carreggiata la Roma. È il suo momento, come dimostra anche il del 31: anche un tiro ciccato va segno. Seconda doppietta per il attuale capocannoniere stagionale, aspettando il di contratto che passerà da «una trattativa complicata» come ripetuto da Pinto nel pre-partita, ma l’esito positivo sembra comunque scontato.

Prima dell’intervallo la seconda rete consecutiva di El Shaarawy aggiunge autostima nel serbatoio di un giocatore che può fare un contributo importante anche come «rincalzo» Buoni segnali anche da che ci prova in tutti i modi e nel finale colpisce un prima di servire l’ ad Abraham, forza di insistere propizia l’ di Wildschut, mentre sembra ancora in rodaggio anche se partecipa attivamente all’azione del quarto gol.

Nella ripresa c’è subito l’esperimento di Ibañez terzino per far rifiatare Karsdorp, che è anche una chiara bocciatura per l’acerbo Reynolds. E quando Mourinho vede la ammosciarsi inizio ripresa manda subito in campo e per ridare un po’ di sostanza. Resta in panchina invece Borja Mayoral, che stava entrando insieme ad ma il tecnico ci ripensa e subito dopo manda dentro Kumbulla per Calafiori, schierando i quattro centrali insieme nella linea difensiva. Uno di loro, Mancini, trova il del poker. mette la ciliegina sulla torta in sospetto offside (ma la ci sarà solo in finale), ora testa Verona. Per cercare la settima meraviglia.

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