JUVENTUS-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – In settimana ero intervenuto a Rete Sport: “Ti preoccupa la possibile assenza di Abraham?”, la domanda. “Mi preoccupa Orsato!”, la mia risposta. Facile, anzi, facilissimo profeta.

Peggio del fischietto veneto – e dell’AIA – solo la narrazione giornalistica, che racconta di un “mani” di Mkhitaryan che non c’è e che, anche ci fosse, nemmeno un fine umorista potrebbe definire “intenzionale”, come regolamento vuole.

L’unico “mani” da rivedere – e che non viene mai menzionato né analizzato – è quello di Cuadrado, all’inizio dell’azione da cui nasce l’1-0.

Allegri e Mourinho si preoccupano dei migliori della rivale di giornata; De Sciglio per controllare Zaniolo (e chissà come sarebbe andata senza infortunio); molto densità in mezzo per limitare il più possibile Pellegrini. Per i giallorossi lato l’ordine è togliere campo soprattutto a Chiesa, mai entrato nel match.

Difficoltà a tirare in porta per la Roma? Sì, ma chiedete anche ai Campioni d’Europa del Chelsea, transitati per l’Allianz un paio di settimane fa. Non considerare la forza della Juventus, che sta aumentando i giri e un contesto dove i successi romanisti in campionato non arrivano alla doppia cifra, è per me un errore.

Come – e siamo buoni – quello del guardalinee, che in epoca VAR segnala immediatamente un inesistente fuorigioco di Mkhitaryan anziché attendere; come – e siamo molto molto buoni – il rigore non ripetuto per l’ingresso anzitempo in area di Chiellini; come – e siamo davvero buonissimi – i 3 ‘ di recupero finali, degna ciliegina della serata arbitrale.

Mourinho fa bene a lasciar parlare le immagini e a complimentarsi con i giocatori e i medici che gli hanno permesso di recuperare almeno due dei suoi “titolarissimi”. La coperta corta, un problema ben noto al portoghese, di difficile immediata soluzione.

Soluzione che, invece, pare si stia trovando per un migliore equilibrio della squadra, che nelle ultime due gare ha saputo difendere globalmente meglio. Paragonare questa sconfitta a quella di un anno fa è privo di senso, come il fare raffronti di classifica.

La Roma, oggi, è una squadra in miglioramento, con una struttura e una prospettiva: ieri sera penalizzata, dimostra comunque di essere sempre nella partita anche con i cinque “gialli”, giunti non per proteste o trattenute, ma per interventi, anche vigorosi, per fermare gli avversari.

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