STORIE GIALLOROSSE… Il testaccino fa 70

Di Franco BOVAIO – Di Claudio sapete tutto. E’ inutile che sto qui elencarvi la sua splendida carriera, che ha avuto la perla della vinta con il Leicester e la grande delusione dello solo sfiorato con nel 2010 La “sua” Roma. Perché è da sempre tifoso giallorosso. Senza se e senza ma.

E oggi che compie 70 anni (è nato il 1951) merita queste poche righe di una rubrica che lui, da solo, potrebbe riempire con tutte le sue storie. Tra le quali ve ne voglio raccontare due molto personali, ma che almeno sono originali. Entrambe sono legate quella magnifica 2009-10 nella quale venne chiamato sostituire dopo due sole giornate di campionato. non stava nella pelle. Finalmente poteva allenare la sua e lo fece cosi bene che quasi la portò vincere il titolo. In autunno lo incontrai in occasione di una delle tante, belle, manifestazioni che è solita organizzare l’ dell’ottimo Grasetti. Proprio Testaccio. Dunque, finita la cerimonia, volle fare una passeggiata tra le strade del quartiere dove era cresciuto, anche se era nato lì vicino, S. Saba. E fu un momento di grande commozione, perché noi che eravamo al seguito raccontò aneddoti e storie della sua gioventù che, poi, culminò nell’arrivo nelle giovanili della Roma, con piccoli affacci in prima squadra. E fu davvero un bel pomeriggio, che mi fece scoprire l’umanità di questo grande personaggio.

La seconda occasione, invece, mi riporta al dicembre del 2009, Frascati, dove era ospite del Amadei, che viene dato ogni anno al più giovane esordiente della della precedente. Quella volta il toccava El Shaarawy (si, proprio lui), che ancora giocava con le giovanili del Genoa. E Ranieri, allenatore della Roma, doveva consegnarglielo. Io ero lì con mio figlio, che aveva cinque anni. E quando gli presentai il mister lui, piccolino com’era, ma cresciuto con le partite della Roma, gli disse: “Ciao Spallucci” Perché pensava di avere davanti quello che aveva sempre visto in sulla panchina giallorossa. si fece una risata e gli rispose: “Beh, io sono Ranieri. Ma fa lo stesso, perché è proprio bravo”.

Ecco, domenica ospiterà il Napoli. E sarebbe bello battere “Spallucci” (come lo chiamava mio figlio) per fare un bel regalo di compleanno anche Ranieri. Che la porta sempre nel cuore. Proprio come noi.

Auguri mister. Con grande affetto.

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