VENEZIA-ROMA. Il “Pagellario” di Franco Bovaio

Gli non devono mai essere un alibi. Altrimenti addio. Ma Aureliano, Venezia, è stato l’ennesimo di loro che è andato in confusione in una della Roma. E, come quelli prima di lui, nel dubbio ha sempre deciso contro i giallorossi. Il del 22 del Venezia è ridicolo, soprattutto se confrontato con quello non dato alla contro il Milan per il famoso fallo di Kjaer su Pellegrini. Se è rigore Venezia, è anche rigore favore dei giallorossi contro il Milan. E tutta la direzione di gara di Aureliano è stata irritante. Come sono gli in questa stagione, nella quale ogni episodio uguale è valutato diversamente da ognuno di loro. Non ci stiamo capendo più nulla e così il campionato è falsato. Basta! Per piacere, basta! Altrimenti è meglio che anziché vedere le partite passiamo il tempo libero fare altre, questo punto più piacevoli, attività.

Detto questo, passiamo all’analisi della della Roma, sfortunata e mancante. Sfortunata per quelle piccole deviazioni in area e quei tiri usciti di un soffio (il salvataggio sulla linea in rovesciata sul 21, Abraham che sul 22 poteva riportare in vantaggio la con un tiro che gira troppo ed esce di centimetri) che le impediscono sempre di fare gol. Mancante in tante cose, cominciare dalla rosa, abbondante in avanti, risicata dietro e dall’imprecisione degli attaccanti. Ventisette tiri Venezia producono solo 2 gol!

E mancante anche in (5), che cambia modulo, optando per un 35-2 che ci convince di più del 42-31 Allora perché 5? Perché sul 22 lo ricambia e sbilancia la mettendo dentro tutti gli attaccanti e finendo con il prendere 3 gol dall’attacco peggiore del campionato, che arriva tirare anche volte. Perché la sua non sembra una squadra, ma un insieme di lupi affamati lanciati in duelli uomo contro uomo in ogni zona del campo che, però, alla fine, non riescono muoversi da branco e sbranare la preda. Perché si protesta troppo e, anche così, si irritano gli arbitri, che sono scarsi e presuntuosi e, proprio per questo, facilmente irritabili con gli fa notare che stanno sbagliando. Perché non può dire che Bruno e sarebbero stati utili. E perché, come Fonseca, anche lui ripropone Cristante (4,5) difensore centrale in quel secondo tempo che diventa un incubo pure per questo. Il suo non è un fallo da rigore (lo abbiamo scritto) ma il contrasto scomposto da cui nasce arriva anche perché lui non è un difensore centrale. Come dimostra pure la sua non marcatura su Caldara in occasione dell’10 del Venezia, che nel finale avrebbe potuto segnare il quarto gol in contropiede approfittando della sua lentezza. Insieme Cristante affondano anche (5), che ormai è solo il fratello brutto del condottiero dello scorso anno e Ibanez (5), sempre più confusionario e arruffone. Kumbulla (4,5) centrale dei centrali è una delusione totale: sempre saltato dagli avversari, leggerino nei contrasti, incerto in tutto. Impresentabile, questi livelli.

Un po’ meglio, ma solo per l’impegno e il senso tattico, Veretout (6) Uno dei pochi salvarsi insieme a Shomurodov (6), che segna da opportunista e fa l’ ad Abraham (7), il migliore: un gol da gran centravanti, l’ennesimo palo (il ragazzo è proprio sfortunato), tanto impegno e un procurato e poi non dato. Che deve fare di più?

Male, invece, Karsdorp (5) ed El Shaarawy (5), i principali protagonisti del cambio di modulo. L’olandese, come contro il Bodo, è sempre libero, ma sbaglia sempre (ripetiamo, sempre) l’appoggio, il cross e l’assist, proprio come contro i norvegesi. Allora cosa serve farsi trovare sempre libero se poi non concretizza? El Shaarawy, al quale ha chiesto di fare il terzino come fece con Eto’o nell’ del triplete (l’esperimento ci piace e il ragazzo lo può fare), ha corso tanto, ma ha malamente sprecato la palla del 31 calciandola mosciamente addosso al portiere. Un in movimento che uno come lui non può e non deve sbagliare. Un altro di quegli errori da cui è nata la sconfitta. E male pure Pellegrini (5), volenteroso, ma troppo nervoso e confusionario, forse anche perché ha un ginocchio malconcio. Inutili (5), che è pure sfortunato in quel tiro nel finale deviato alto di poco, con cui poteva regalare il 33 e Zalewski (5), che ha copiato paro paro Karsdorp. Senza voto Zaniolo e Borja Mayoral, mentre (6) merita la sufficienza per le due strepitose parate nel finale e perché i tre gol che prende arrivano più per colpe dei compagni e dell’ineffabile Aureliano. Nome da imperatore romano, incapacità da emiliano.

One thought on “VENEZIA-ROMA. Il “Pagellario” di Franco Bovaio

  • 16/01/2022 in 20:22
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