Buon compleanno Mourinho: in regalo una Roma più grande

(IL MESSAGGERO) I successi, i tituli, prima o poi torneranno, pensa José, ma intanto godiamoci questa luce, che è un privilegio per tre o quattro milioni di fortunati al mondo. Il primo compleanno a non si scorda mai, oggi dice 59, e un anno fa di questi tempi non l’avrebbe detto neppure lui. Coi della il legame è già saldo, basta andare allo per capirlo. La comincia a piacergli, ma non sta andando come sperava. Ha faticato a indirizzarla, si è scontrato con la realtà di tante partite perse, già 10, e il suo massimo in carriera in un anno è stato 13.

una da testa o croce, vincere o morire: ha pareggiato solo 3 partite su 32 (così poche il City di Guardiola, con ben altri esiti) La sua desuetudine a guidare una di scarsa personalità lo ha frenato in avvio, lui scuoteva e scopriva sguardi vacui, ha reagito con dispetto e magari ha pasticciato qua e là, tra moduli e scelte. Un di lignaggio inferiore avrebbe gestito con mano più morbida, ma fa tutto parte del pacchetto-José. Ha chiesto a gran voce rinforzi, come ogni tecnico di vaglia. Degli epurati di autunno, ha recuperato Kumbulla, l’unico reintegrabile, e perché le topiche mattocchie di e Ibañez, che un’enormità di gol sono costati, lo preoccupano sempre; gli altri, i o i Mayoral, sono finiti in squadre minori: ovviamente nessuna grande d’ ha fatto a pugni per prenderli, e ben si sapeva. Gli mancano giocatori di riferimento a cui affidare la squadra, sperava lo fosse ma è colpito dalla sua fragilità, allora ecco Sergio Oliveira, per dare solidità ed esperienza, cose vitali. Il resto arriverà, tra gennaio e l’estate.

Il quarto posto, volendo, è ancora possibile, se la crescesse tanto, e la struttura ora sembra averla, José ha lavorato sodo. Ma chissà. L’uomo ora sembra placido, sa che a le cose possono rallentare, se si vuole. Un giorno tornerà a Madrid, dove Florentino lo aspetta sempre. Ma non ora. Con questa luce nel cielo, tante prospettive possono cambiare.