A PRIMA VISTACOPPE EUROPEETOP

ROMA-BODO. A PRIMA VISTA di Paolo MARCACCI

Stasera occorreva una partita apollinea per la lucidità da mantenere e la pazienza da portare in attesa delle occasioni propizie; dionisiaca per l’impeto con il quale aggredire il Bodø Glimt sin dai primi minuti di una gara che poteva assumere un andamento complicato, tra agonismo provocatorio e criticità emotive crescenti col trascorrere dei minuti. C’erano i tre precedenti con gli scandinavi a dimostrarlo; quindi avevamo perlomeno un po’ di ragioni nel sostenere che serviva a poco, se non ad amplificare figuracce precedenti, affermare che l’avversario vale più o meno una media Serie B italiana. I fatti avevano dimostrato che non era così e la prima lezione da dimostrare di aver imparato stasera era questa. Anche al netto di tutta la scadente letteratura popolare prodotta nei giorni precedenti tra stoccafissi, periferiche scelte logistiche dei norvegesi e amenità varie, che hanno avuto la sola funzione di dilatare il volume della “fuffa”, giornalistica e non.

La formazione scelta da Mourinho sorprende tutti i quotidiani che stamattina davano Zaniolo in campo e Oliveira dall’inizio; col senno di poi – e di subito – la scelta è stata perfetta: manovra essenziale e tempi di gioco perfetti, per un primo tempo subito dilagante, nella superiorità ancor più che nel tabellino. Il terzo gol è una meraviglia di intensità e fraseggio, con la sterzata meravigliosa di Zalewski su Komson e il pallonetto sotto misura di Zaniolo che rischia di far venire giù, per l’entusiasmo, un Olimpico che ha iniziato, già prima del fischio iniziale di Sanchez, a sconfiggere il Bodø.

La Roma alla fine ha costruito una partita di perfezione michelangiolesca, con Nicolò Zaniolo che è stato caravaggesco, avendo generato da sé il punto luce delle sue giocate. E il suo primo alleato è stato Mourinho, che gli ha offerto l’aperitivo per il secondo tempo con la Salernitana e la scorpacciata di stasera.

Tutto è bene quel che finisce bene. E il calcio italiano deve ringraziare la Roma.