ROMA-BOLOGNA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – Capita arrivino, per fortuna, i momenti della in cui si devono definire le priorità.

Mourinho, quindi, fa esattamente ciò che avrei fatto anche io: permettere alcuni dei migliori di rifiatare. Alcune seconde linee sono un problema: non lo scopriamo certo il 1° maggio. Però dammi il rigore dopo un minuto e, magari, si sviluppa un altro tipo di match.

meglio di El Shaarawy; Carles Perez – con limiti ed errori – più in di e Felix. Alla Roma, comunque, non manca la voglia di provarci contro un tosto, capace di restare imbattuto dal e di fermare Milan, e Inter.

Secondo tempo con che le prova tutte, chiedendo uno sforzo ai titolari. Immancabile, sulla strada romanista, l’ex in serata di grazia.

Male, per me Ibanez, un pericolo costante per la propria difesa: mai visto un giocatore lanciarsi in scivolata e andare completamente vuoto nell’intervento. Male anche Kumbulla, preso troppo spesso alle spalle dagli avanti bolognesi: così come il mani di Medel, anche la trattenuta dell’albanese su Orsolini è rischio rigore.

Zaniolo, nell’insolito ruolo di centravanti fino all’ingresso di Abraham, sfiora il nel primo tempo, dopo di Maitland-Niles. Nel secondo tempo, invece, si incaponisce in un’azione personale non servendo Shomurodov, in ottima posizione per provare segnare.

al volo al 932;: sarebbe venuto giù l’Olimpico. Pronto ancora ribollire giovedì contro il Leicester: differenza del campionato, che offre ancora tre giornate, lì non ci saranno prove d’appello.