TORINO-ROMA. A PRIMA VISTA di Paolo MARCACCI

«Fosse per me punterei tutto su questa partita, ma devo convincere i giocatori, il mio staff, i medici e tutti quanti»: più chiaro di così non poteva essere José Mourinho, anche per le conferme che ha fornito allestendo la miglior ipotizzabile per centrare l’obiettivo numero uno, ovvero la conquista di un piazzamento utile per l’Europa prescindere da e dal Feyenoord.

Il decoro della stagione passava molto, moltissimo per questi novanta minuti, poi mercoledì e compagni si giocheranno la più ghiotta delle chance di quest’anno, ma una che voglia imparare diventare grande deve trovare il modo di far coesistere i due discorsi.

C’è Shomurodov, dal primo minuto, così come che fa riposare Cristante. Inizio guardingo ma vigile, schermando bene intentativi di pressing alto del Toro e l’intenzione di e compagni di innestare le marce alte. c’è per due motivi: il primo è che lui difficilmente si rinuncia; il secondo è dato dalla necessità di far sì che si sblocchi livello realizzativo prima di imbarcarsi per Tirana. Missione doppiamente compiuta nel primo
tempo: un stupendo, di cesello per il dribbling e col bisturi dell’interno per la traiettoria; poi un perentorio per la forza della conclusione e rischioso per la scelta della centralità della traiettoria.

sorniona e in controllo alla fine della prima frazione.

Diciamo la verità, ci si aspettava un meno appannato e forse più battagliero, parte qualche entratina ruvida di Ansaldi e compagni. Detto ciò, brava la Roma amministrare la partita, l’ e, soprattutto, le proprie forze. Arriva il terzo quando Zaniolo, appena entrato, rimedia il rigorino che stasera, sullo
0 – 2 e con la gara assopita.

Missione compiuta. Il modo più giusto per volare a in class.