Quella voglia matta di dirlo al mondo

(LA REPUBBLICA) I romanisti li amo, sono una specie unica al mondo, e il massimo lo danno quando gira una buona notizia e loro dovrebbero tenersi il segreto. Ma non ci riescono. […] Anche se non è vera, o non è ancora certa, o non è sicura proprio; loro amano la squadra, e amare ti fa prendere dei rischi. Molti; amare è l’azzardo più grande che c’è. […]

Ieri l’altro, di notte, mentre lavoravo, hanno cominciato ad arrivarmi messaggi sul telefono, tutti dello stesso tenore […]. Alla fine della serata ho chiesto delucidazioni e i romanisti informati sono crollati subito ammettendo le loro responsabilità, come quando ti interroga un giudice: la società Roma avrebbe prenotato l’Olimpico per la presentazione di un campione importantissimo, in procinto di trasferirsi nella Città Eterna. Un giocatore forte, portoghese, col numero 7: in due parole, Cristiano Ronaldo. Ora a parte la gioia e la felicità immense che un nuovo arrivato porterebbe a Trigoria, l’unico vero freno ad un’operazione storica di questa portata, mi è parso essere il conseguente e necessario sacrificio di Zaniolo. Penso quindi che la Roma faccia bene a intraprendere la strada che porta al campionissimo portoghese, ma che non debba privarsi di uno dei suoi gioielli più splendenti. […]

A parte questo, io non lo so se Cristiano Ronaldo verrà o meno, a me m’è arrivata sta chiacchiera. E io te lo dico. Ma m’ariccomanno, tu non lo di a nessuno, tiettelo pe te.