43 anni fa l’esordio in giallorosso di un giovane Carlo Ancelotti

Sono passati 43 anni da quel giorno in cui un giovane appena arrivato da Parma debutta con la maglia giallorossa nella massima serie in un Olimpico stracolmo: quel giovane sarà Campione d’Italia con i giallorossi e vincerà tutto, come giocatore prima e come allenatore poi. Ne sentiremo parlare a lungo perche il suo nome è Carlo Ancelotti. Ed il caso volle, che come avversario di quel match ci fosse proprio il Milan…

Per ricordare quel giorno e quel ‘ragazzino’, usiamo le parole del Prof. Marcacci che ce lo descrisse sulla nostra rivista a gennaio 2015… Buona Lettura…


HALL OF FAME. Carlo Erminio Ancelotti
di Paolo Marcacci

Diventai grande in un tempo piccolo: il verso iniziale di una delle più belle canzoni di Franco Califano sembra “cucito” su misura per raccontare le origini, i primi anni di vita e soprattutto il mondo interiore – mai dimenticato, a nessuna miliardaria e vittoriosa latitudine – di un uomo, calciatore ieri e allenatore oggi, che a Roma continuiamo a sentire come uno dei nostri, nonostante abbia svestito la maglia giallorossa nell’estate del 1987, quando il Milan di Silvio Berlusconi, all’alba di un ventennio di vittorie, miliardi e potere lo scelse per farne il perno su cui edificare un ciclo di successi irripetibile, in Europa ancor più che in Italia.
Il sole già caldo del giugno del 1959, nella bassa padana, splende sulla provincia operosa di un’Italia bambina, che comincia a essere ottimista; ci si può permettere quantomeno di sognare la “Seicento” e gli elettrodomestici che facilitano la vita e portano un piccolo, agognato benessere. Al tempo stesso, i bambini ancora si fanno nascere in casa, grazie alla levatrice. In attesa della lavatrice, se ci è concesso il giochino di parole. A Reggiolo, in Via Vallicella, viene alla luce Carlo Ancelotti; anzi, Carlo Erminio Ancelotti, come suo nonno. Papà Giuseppe lavora la terra, è mezzadro. Carlo guarda col naso all’insù il padrone del terreno, quando viene a dividere il raccolto e le bestie: traccia una riga sul grano, questo è mio e questo e tuo, poi sceglie per sé le pollastre più grasse e pasciute. La vita è già allora, dunque, come un grande cerchio di centrocampo: occorrono sopportazione, buon senso, fatica e grande attenzione per tenerle testa, per condurla degnamente….

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