A PRIMA VISTATOP

ROMA-BETIS. A PRIMA VISTA di Paolo MARCACCI

Per quanto riguarda l’Europa League, questa molto probabilmente è stata l’ultima partita “smanicata”, viste le temperature. La Roma era obbligata a fare bottino pieno, pur nella serata finora più impegnativa: quarto nella Liga con 15 punti, il Betis guidato da un santone della panchina come Manuel Pellegrini, ha la caratura da squadra di media Champions, più che di alta Europa League. E sono proprio queste le partite che fanno crescere. 

Soglia di difficoltà elevata, contenuti del primo tempo che confermano le doti di un avversario cinico, organizzato, con una trequarti molto

manovriera e smaliziato riguardo all’esperienza internazionale. Anche quando perdono Fekir, catalizzatore della trequarti con rapidità, restano diversamente pericolosi con Luiz Henrique, che vanta un fisico diverso e una protezione della palla efficacissima sotto una coltre di chili e centimetri. È suo l’assist per il pareggio di Rodriguez, che sorprende Rui Patricio sul suo palo. Roma a folate, con occasioni all’apparenza episodiche ma nitide, che fanno alzare in piedi l’Olimpico intero. Vibra ancora la traversa colpita nella parte inferiore da Zaniolo, anche se in fuorigioco. Nel primo tempo si è giocato prevalentemente a sinistra, da quando Spinazzola è entrato al posto dell’infortunato Celik, con Zalewski finito a sinistra. 

Spigolosa e tosta, la partita si trascina con qualche tensione in crescendo e il Betis che comincia ad accontentarsi del punto; però sa aspettare l’occasione che arriva in seguito a un concorso di colpa monumentale Zalewski – Spinazzola – Rui Patricio. Si prende un bel pezzo di girone il Betis, meritatamente. Alla Roma servirà un miracolo nel fortino del “Benito Villamarin”, giovedì prossimo.