ESCLUSIVASTORIA DI IERI di Diego AngelinoTOP

ROMA-MILAN. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – La Roma aritmeticamente in Europa: impensabile quando, tra i vari orrori della prima parte di stagione, ci è toccato anche vedere tal Gabrielloni realizzare il suo (ovviamente) unico goal in Serie A.

Sta tutto qui (ti pare poco?) il lavoro di Claudio Ranieri, verso il quale saremmo ingiusti se andassimo a cercare il pelo nell’uovo delle eliminazioni nelle coppe.

A Roma arriva un Milan in disarmo: ma quando una squadra nei singoli è forte (Maignan, Lotfus-Cheek, Reijnders, solo per dirne qualcuno) anche senza stimoli concreti può dare fastidio.

Per fortuna la Roma va subito in vantaggio e in superiorità di un uomo: nella partita in cui Liedholm è il mimino comun denominatore, tornano però valide le parole del Barone per cui, in 10, ci si esprime meglio.

La Roma paga, direi naturalmente, la lunga rincorsa: se alcuni salgono (Soulé) o tornano (Koné, Cristante), altri sono oltre la riserva (Angelino) o palesano di nuovo i limiti che conosciamo, al di là dell’impegno (Celik, Shomourodov).

Lo spirito di coesione ricreatosi con l’arrivo di Ranieri, però, fa si che si possa continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto.

E così ci si può non preoccupare troppo del primo (tanto per cambiare) goal in campionato di Joao Felix, autore di due reti in stagione, con l’altra realizzata sempre contro di noi in Coppa Italia: uno José Mari peggiore, 25 anni dopo.

Soulé fa il terzino in quello che diventa un 5-3-2 in fase difensiva, sbagliando il movimento su Jimenez: meglio, nel prossimo futuro, non vederlo più da quelle parti.

Ripresa con la Roma che, al di là dei risultati che arriveranno dalle altre partite, deve trovare i tre punti.

Lo fa in modo inaspettato: una punizione di Paredes (ammonito e già diffidato: ieri l’ultima con la Roma?) sorprende di giustezza Maignan, rimettendo la gara nei binari corretti.

Il 3-1 di Cristante serve a certificare il successo di una Roma che, finalmente, si libera della maledizione dei 63 punti.

La marcatura del numero 4 giallorosso arriva quando, in molti, stanno cercando di capire cosa accade sugli altri campi.

Anno 2025, allo stadio praticamente impossibile connettersi a internet.

In più, in una rarissima domenica di tante gare in contemporanea, neanche gli aggiornamenti sul tabellone, come una volta: triste e da non ripetere.

Non c’è invece tristezza ma commozione, alla fine, per il saluto di Claudio Ranieri, da allenatore, al suo stadio che lo ha splendidamente omaggiato: non dipende solo da noi ma restano ancora 90’ per provare a rendere concreti i sogni.

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