STORIE GIALLOROSSE… Veni, vidi …Vichi
di Franco BOVAIO – Questa è la storia di un calciatore della Roma che non ha giocato mai con la prima squadra della Roma ma che, per noi che abbiamo vissuto quegli anni ’70, è come se ci avesse giocato, perché ha fatto parte di una delle formazioni primavera giallorosse più forti di sempre. Questa è la storia di Roberto Vichi, che lo scorso 1 giugno ha compiuto settantuno anni e che, in quella Roma Primavera che appassionava il Tre Fontane ogni domenica mattina, giocava nel ruolo di libero. Un ruolo che oggi, nominalmente, non esiste più, anche se spesso uno dei due centrali sta un passetto dietro all’altro, ma che allora era fondamentale per imbastire correttamente ogni difesa che si rispettasse.
Il romano Roberto Vichi era entrato nelle giovanili della Roma nel 1963, a soli nove anni e qui aveva fatto tutta la classica trafila di un ragazzo di talento, tanto che era diventato il capitano di quella splendida formazione Primavera che era piena di campioni di grande personalità e talento come Rocca, Bruno Conti, Di Bartolomei e tanti altri.
In prima squadra, come scritto, non si affacciò praticamente mai perché nel suo ruolo giocava un altro grande difensore della nostra storia, Sergio Santarini, che gli lasciò solo una partita contro il Newcastle nel torneo Anglo Italiano. così, nell’estate del ’74, la Roma lo cedette al Catanzaro, con la cui maglia ce lo ricordiamo bene sulle pagine del mitico Album della Panini 1976/77, perché dopo due buoni campionati di B (1974/75 e 1975/76) fu protagonista anche di quello di A subito dopo la promozione della squadra calabrese nel ‘76, nella quale era arrivato e giocava insieme a Claudio Ranieri, suo compagno già nella Primavera della Roma.
Da ormai qualche anno Vichi è tornato alla Roma come capo scouting della squadra femminile, che con lui come dirigente ha vinto due scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppa Italiane. Un vero Veni, Vidi, Vichi, parafrasando il famoso detto di Giulio Cesare. Siamo stati contenti di rivederlo con noi, perché non ci siamo mai dimenticati quel ragazzetto biondo molto forte che con le nostre giovanili ha vinto una Targa d’Oro Allievi e un Torneo Nistri, ha disputato tre finali per lo scudetto primavera di cui due vinte contro Milan ed Atalanta (l’altra l’ha persa contro la Juve) e ha vinto una Coppa Italia Primavera in quella prima metà degli anni ’70 in cui la mattina si riempiva il Tre Fontane per ammirare i ragazzi e il pomeriggio, subito dopo la fine della loro partita, si emigrava all’Olimpico per i grandi.

