ROMA-LILLE. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…
di Diego ANGELINO – I rigori sbagliati sono quasi il meno: li avete visti gli 81’ prima del fallo di mano?
Tsimikas-El Aynaoui: chi peggio? Anche Hermoso non scherza, nella circostanza della 0-1.
Gara in salita, spartito perfetto per il Lille: forte fisicamente continua a aggredire e non sfrutta gli spazi solo per imprecisione e il solito (San) Svilar.
E la Roma? Confusionaria, ingolfata.
Tsimikas mette due lungolinea a fallo laterale; Ferguson fa l’ala sinistra anziché il centravanti; El Aynaoui recupera pochi palloni, ne perde troppi; di Cristante, soprattutto in certe serate, vengono fuori tutti i difetti.
Poi c’è Wesley: maestro dell’illusione, andando a velocità superiore pare si elevi dalla mediocrità. Invece a livello tecnico è rivedibile (eufemismo): brasiliano alla Lima più che alla Cafu, diciamo.
A proposito di brasiliani, viene in mente Cerezo – un po’ meglio degli attuali – che sbaglia due rigori contro l’Inter.
Paragone quasi blasfemo visti i giocatori di adesso, cui un po’ di conoscenza della storia della Roma non farebbe male: se hai davanti chi salta e balla, il rigore si batte come Agostino con Grobbelaar.
Siamo così: con il serio Celik migliore in campo, che ci esalta pure un po’ quando recupera in velocità su avversari lanciati a rete.
Sconfitta recuperabile, certo; problemi che c’erano anche con le vittorie, chiaro.
Conosciamo i nostri limiti: ma quando capita di creare situazioni che permettono di fare ironia su di te anche a persone che ignorano la forma del pallone, concedeteci d’incazzarci.

