STORIE GIALLOROSSE di Franco BOVAIOTOP

STORIE GIALLOROSSE… L’altro Carletto

di FRANCO BOVAIO – Il 12 ottobre Carlo Perrone ha compiuto 65 anni. Nella nostra storia è passato come una meteora, essendo la sua carriera legata più alla Lazio che alla Roma, che ha intervallato la sua vita biancoceleste con una parentesi durata nella sola stagione 1981-82, in cui era arrivato in giallorosso nello scambio che aveva portato De Nadai in biancoceleste. Uno di quei rari scambi tra le due squadre romane che, col senno di oggi, sarebbe stato meglio non fosse avvenuto, perché De Nadai era ed è molto più legato alla Roma che alla Lazio mentre Perrone, viceversa, lo è rimasto più a quest’ultima. Come è naturale che sia, non c’è da stupirsi né da scandalizzarsi. Solo che ai loro tempi esisteva ancora il vincolo e i calciatori dovevano accettare le decisioni delle società a cui appartenevano, come fu anche per loro due.

Lo scambio, poi, pare che fosse stato caldeggiato addirittura da Nils Liedholm, il nostro mister di quegli anni, che in Perrone vedeva un libero moderno e dai piedi buoni, bravo a giocare a testa alta col pallone tra i piedi e ad interpretare quel gioco a zona che lui aveva iniziato a far praticare alla sua Roma quando ci era tornato nel 1979. Solo che i centrali di difesa in rosa erano tanti, forse troppi. Oltre a Perrone c’erano gli esperti Turone e Spinosi e altri due giovani sui quali si puntava molto: Bonetti, arrivato dal Brescia e Righetti, cresciuto nelle giovanili giallorosse. Ma quel ragazzino cresciuto nella Lazio, a ventuno anni, era una delle migliori promesse del nostro calcio e così De Nadai andò da loro e Perrone venne da noi, ma con scarsi risultati. In quella stagione 1981-82, infatti, collezionò 1 presenza in Coppa delle Coppe, tra l’altro da subentrato, in Roma-Ballymena 4-0 e solo 5 in campionato, tutte nel girone di ritorno: Avellino-Roma 1-0, in cui subentrò a Turone al 73°; Roma-Cesena 0-1, sempre al posto di Turone dal 72°; Roma-Inter 3-2, in cui entrò per Spinosi al 73°; Roma-Ascoli 2-1 nella quale giocò tutto il secondo tempo al posto ancora di Spinosi e Udinese-Roma 0-1, la sua unica da titolare. Solo che era già l’ultima partita del campionato.

Chiusa la stagione il secondo Carletto della Roma degli anni ‘80 (il primo era Ancelotti) tornò dall’altra parte del Tevere, lasciando comunque un buon ricordo di se a Trigoria e dintorni, da ragazzo educato e rispettoso qual’era e quale è sempre stato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *