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GASPERINI: “Abbiamo bisogno di vincere. Indisponibile Angelino, riposeranno Ndicka e Cristante”

Mister Gasperini è intervenuto in conferenza accompagnato da Zeki Celik direttamente dalla sala stampa del “Fulvio Bernardini” di Trigoria alle ore 13:45 in vista della sfida di domani contro il Viktoria Plzen. Queste le parole dell’allenatore giallorosso:

Qual è la condizione generale della squadra? Chi non ci sarà? Qual è la situazione di Angelino?
“No, su Angeliño c’è il comunicato medico: stanno effettuando degli accertamenti e non posso entrare nel merito. Dovete fare affidamento a quanto riferiscono i medici. Tutti ci auguriamo che possa essere disponibile al più presto. Per il resto, incrociando le dita, in questo momento siamo praticamente tutti a disposizione”.

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Come sta Bailey? Parte titolare?
“Per me, i titolari sono tutti quelli che giocano: sia chi parte dall’inizio sia chi subentra. Chi va in campo è un titolare. Purtroppo, oltre a quelli consentiti dal regolamento, gli altri non possono giocare. Nel caso specifico, è difficile che possa partire dall’inizio, perché è stato fermo a lungo. In questo momento la cosa più importante è che sia guarito dal punto di vista fisico. Andrà recuperato con calma: ci vorrà qualche settimana, non so esattamente quante, per farlo arrivare alla migliore condizione possibile. Però, per spezzoni di partita, è sicuramente in grado di giocare”.

Quanto pesa la partita di domani?
“Importante perché abbiamo bisogno di vincere, abbiamo un girone difficile rispetto agli altri. Servono punti per alzare la classifica, è sempre molto corta e ci sono pochi punti di differenza. Ogni partita è importante, ma la cosa fondamentale è tornare a vincere dopo la sconfitta contro l’Inter”.

Riguardo le difficoltà offensive, come si allena questa cosa qui? Cosa si può fare per migliorare?
“Io credo che la partita contro l’Inter ci ha dato una fiducia diversa, perché contro una squadra forte difensivamente come l’Inter abbiamo creato tanto, è un buon segnale. Per quanto riguarda il migliorare i tiri, abbiamo gente come Dybala, Bailey, ma anche Dovbyk e Soulé. Di testa abbiamo avuto grandi occasioni con Hermoso, Cristante, anche con Celik, e con altri riusciamo ad arrivare al tiro. Ci sono anche gli episodi, perché abbiamo perso le ultime due in casa ma l’episodio dei rigori, quello del gol a porta vuota, sono anche momenti. Se cominci però a produrre tante occasioni da gol mi sembra sia un bel segnale”.

Parlando degli attaccanti, sembra ci siano tentativi per il centravanti: quando è che il campo deciderà una gerarchia, o può esserci un girare degli attaccanti?
“Il girare degli attaccanti è ormai necessario in tutte le squadre, basti vedere l’Inter con Esposito sabato. Con le cinque sostituzioni almeno due sono per gli attaccanti, è il calcio post Covid, per questo non si può parlare di titolari e riserve, i titolari sono quelli che vanno in campo. Giocando ogni tre giorni, c’è la possibilità anche nella stessa gara di usare più giocatori, e lo fanno tutte le squadre: basti vedere anche il mercato dei club o i tabellini della partite”.

Con questa squadra può tornare nella comfort zone?
“Ci sto già tornando, i principi restano gli stessi ma bisogna rispettare le caratteristiche dei giocatori. Non ci trovo niente di diverso nel lavoro e nella preparazione delle partite. Sono anche molto soddisfatto della partita contro l’Inter, ma sappiamo benissimo che dobbiamo essere più concreti e precisi. Se fossimo stati più precisi si parlerebbe in modo differente di quella partita. Io cerco di lavorare sulla crescita e sulla condizione della squadra”.

Bailey può giocare da centravanti?
“Per emergenza si può fare tutto, ma non credo abbia le caratteristiche di un centravanti. Sicuramente è un giocatore offensivo e deve stare davanti, ma per abitudine gioca molto sulla fascia, soprattutto destra perché è mancino. Io voglio portarlo più centralmente, verso la porta, come accaduto con Soulé. Dovremo scoprirci insieme e valutare le sue caratteristiche”.

Con Dybala centravanti sembrava di vedere una partita con una punta classica, ma con Dybala in mezzo. Si aspettava qualcosa di diverso da lui e dalla squadra?
“La partita è stata condizionata dal gol subito molto presto. L’intenzione era quella di giocare con un tridente leggero, tecnicamente abile e capace di non dare riferimenti, come in parte era successo nel finale a Firenze. Era un tipo di partita che, nella fase iniziale, poteva essere interpretata in quel modo, e sono comunque soddisfatto di ciò che abbiamo cercato di fare. In quel momento andava bene così, ma il gol preso subito ci ha inevitabilmente creato qualche problema. Nel secondo tempo la gara è cambiata: un po’ per merito nostro, un po’ perché l’Inter si è abbassata. Ecco perché dico sempre che le partite vanno viste nei 90 minuti: in una sola gara possono esserci due o tre fasi diverse, che portano anche a variare l’atteggiamento. Sarebbe stato difficile iniziare con lo stesso schieramento con cui abbiamo chiuso, mi sembra piuttosto improponibile. Le partite hanno sempre una loro evoluzione, e anche ciò che succede dopo è spesso figlio di quello che è accaduto prima. Non è una questione legata a Dybala: per me Dybala sta bene, sta ritrovando la condizione e può giocare, come ho già detto, in tutti i ruoli dell’attacco. L’importante è che stia bene”.

C’è qualcosa che si è rimproverato della gara con l’Inter?
“Ci sono sempre degli aspetti da rivedere. Ad esempio, sul gol che abbiamo subito probabilmente non siamo stati abbastanza chiari nelle letture, e questo ci è costato la rete. Diversamente, credo che la Roma abbia fatto un’ottima partita: sia Paredes che Wesley hanno disputato una buona gara contro due avversari forti, che sono stati sicuramente molto bravi. Nel complesso penso che la Roma abbia fatto un passo avanti dal punto di vista della prestazione. Si è detto che il risultato sia stato un po’ eccessivo, ma quando vinciamo – come contro il Verona – è giusto riconoscere che in alcune situazioni siamo stati fortunati. Allo stesso modo, non bisogna dire il contrario quando capita di perdere partite come quelle con l’Inter o con il Lille. Altrimenti si finisce per essere sempre e solo negativi. Credo invece che la partita con l’Inter ci abbia dato buone indicazioni. Domani sarà un’altra occasione per fare ulteriori passi avanti sul piano del gioco. Dobbiamo stare attenti, perché affronteremo una squadra che forse molti conoscono poco – come spesso accade in queste competizioni – ma il calcio italiano oggi ha grandi difficoltà. Forse c’è anche un pizzico di presunzione quando affrontiamo avversari di questo tipo, perché conosciamo poco i loro giocatori. Noi che li abbiamo osservati un po’ di più sappiamo che sono squadre da prendere con cautela, con calciatori validi anche tecnicamente. Ogni partita va affrontata con rispetto e attenzione. Quella di domani è una gara dove c’è tanto da perdere e poco da guadagnare, ma io penso che per noi sia importante continuare a giocare per mettere sempre più qualità nel nostro calcio”.

Domani Ziolkowski può giocare titolare? L’ha stupita il suo ingresso contro l’Inter?
“No, non mi ha stupito perché ho visto che è un ragazzo di ottima prospettiva che già gioca in nazionale e ha evidenziato in allenamento ottime caratteristiche. Bisogna vedere un attimo, perché lui ha un’abitudine che deve togliere: entrare in scivolata. Lo deve togliere perché nel campionato italiano può essere pericoloso. Questo è l’unico difetto che cercheremo di eliminare perché per il resto sono convinto che farà un’ottima strada. Per domani non ho ancora deciso, gli unici che terrò in disparte sono Cristante e Ndicka”.

Dopo la buona prestazione di sabato, quali sono per lei i punti da migliorare e che tipo di approccio si aspetta domani dalla sua squadra?
“Dobbiamo andare avanti così: dobbiamo avere la voglia di vincere, ma le partite sono molto difficili in campionato e soprattutto in Europa. Servirà un buon approccio, sarà una partita importante per la classifica. Dobbiamo mettere in campo attenzione e la mentalità mostrata finora migliorando soprattutto negli ultimi 20 metri”.

Cosa pensa della designazione arbitrale? È lo stesso arbitro di Bruges-Atalanta…
“Non ne ero a conoscenza e questo dimostra quanto sia importante la mia attenzione su certi dettagli. Devo dire che quella con il Bruges è stata davvero una situazione che ci ha penalizzato, perché abbiamo pagato caro quell’episodio: abbiamo subito un rigore all’ultimo minuto e poi al primo minuto del ritorno un altro gol. È stato un momento pesante. Non lo sapevo, ma ho un’abitudine: anche se a volte certi episodi fanno arrabbiare molto, quando la partita finisce cancello tutto e penso già alla prossima”.

Due sconfitte dopo la sosta: ci sono analogie?
“Direi di no, sono state due partite diverse. Contro il Torino avevamo poca energia e si giocava alle 12:30 in una giornata caldissima. Anche quella non è stata una partita fortunata per noi, ma devo ammettere che abbiamo fatto poco per non perderla. Con l’Inter, invece, abbiamo fatto quello che dovevamo fare”.

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