Roma, cuore ma niente gloria: il Napoli colpisce e l’Olimpico resta senza festa
EDITORIALE. La Roma cade ancora nel momento in cui dovrebbe alzare la voce. All’Olimpico passa il Napoli, 1-0, in una serata che somiglia troppo da vicino a quelle viste contro Inter e Milan: buone intenzioni, tanta corsa, ma poca cattiveria negli ultimi metri. E quando giochi una sfida scudetto senza mordere, rischi di ritrovarti esattamente dove la Roma è finita: con l’amaro in bocca e zero punti.
Il gol che decide il match nasce da un contrasto molto discusso tra Beukema e Koné, con il centrocampista giallorosso travolto e l’azione che prosegue fino al colpo di Neres. L’arbitro e il VAR lasciano correre, ma la sensazione è che l’episodio abbia indirizzato una gara già complicata. Prima, Di Lorenzo aveva spaventato l’Olimpico con un destro sull’esterno della rete; poi la Roma ha provato a salire, ma lo ha fatto senza lucidità né profondità, faticando a liberare un uomo pulito nell’ultimo terzo di campo.
Nella ripresa Gasperini alza il baricentro, chiede più coraggio, prova a spingere sugli esterni. Il Napoli si abbassa, concede campo, ma i giallorossi non riescono mai a trasformare il dominio territoriale in vere occasioni. L’unico lampo vero arriva all’89’: Dybala inventa, Baldanzi calcia, e Milinkovic-Savic si oppone con una parata che vale il risultato finale. È l’istantanea perfetta della serata: la Roma ci prova, ma non graffia.
Il campionato è lungo, ma per restare in alto bisogna iniziare a pesare davvero negli scontri diretti. Per ora, il bicchiere resta mezzo vuoto. E l’Olimpico, pieno e meraviglioso, meritava una notte diversa.

