CAGLIARI-ROMA. Roma e la Sardegna, destini incrociati
Dai campi di provincia allo scudetto: storie e volti dei doppi ex giallorossoblù
Tra Roma e Cagliari corre molto più di un volo per Elmas. Da decenni le due società si incrociano attraverso una lunga serie di doppi ex: portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti e allenatori che hanno diviso la loro carriera tra la Capitale e la Sardegna, portandosi dietro affetti, ricordi e qualche ferita sportiva. Un filo rosso che unisce Trigoria e Asseminello, passando per Sant’Elia, Is Arenas e l’Unipol Domus.
Tra i pali la linea giallorossoblù è affollata. Dai prodotti del vivaio Campagnolo, Pappalardo e Storari, cresciuti a Roma e poi passati in Sardegna, fino ai nomi più noti come Antonio Chimenti, romano e romanista che a Cagliari ha trovato continuità in Serie A, e Ivan Pelizzoli, arrivato giovanissimo in giallorosso e chiudendo poi il proprio ciclo nel massimo campionato con una parentesi rossoblù. Più recente la traiettoria di Robin Olsen, chiamato a raccogliere l’eredità di Alisson e rilanciatasi proprio a Cagliari, dove ha collezionato un buon numero di presenze prima dei successivi trasferimenti.
In difesa il ponte tra Roma e Cagliari attraversa generazioni diverse. Si va dal “vecchio stampo” di Giacomo Chinellato e Domenico Maggiora, protagonisti tra anni ’70 e ’80, fino a profili più recenti come Marco Andreolli e Elio Capradossi, passato dalle giovanili romaniste alla promozione in A con i rossoblù. Un ruolo speciale lo occupa Davide Astori, colonna del Cagliari per sei stagioni e poi alla Roma nel 2014/15: un solo anno in giallorosso è bastato per fissare il suo ricordo nel cuore dei tifosi di entrambe le piazze. Completano il quadro il cagliaritano Gianluca Festa, transitato per Trigoria negli anni ’90, il discusso Simone Loria, il terzino Viero Vignoli e soprattutto Jonathan Zebina, esploso a Cagliari e diventato poi titolare nello scudetto romanista del 2001.
A centrocampo le connessioni diventano ancora più forti. Daniele Berretta e Massimiliano Cappioli sono stati protagonisti veri in Sardegna e volti importanti anche nella Roma degli anni ’90, dividendo affetto e riconoscenza tra le due tifoserie. Ma il simbolo assoluto è Daniele Conti: cresciuto a Trigoria, figlio di Bruno, ha costruito a Cagliari una carriera leggendaria con oltre 460 presenze e il ruolo di capitano, diventando il giocatore-simbolo del club sardo senza mai recidere il legame con i colori giallorossi di famiglia. A cavallo tra le due realtà anche il “Ninja” Radja Nainggolan, esploso in Sardegna e diventato poi leader tecnico ed emotivo della Roma, prima di tornare due volte a Cagliari per contribuire alla salvezza. Chiudono il reparto i passaggi più brevi ma significativi di Bruno Nobili, Kevin Strootman e Panagiotis Tachtsidis, che hanno toccato entrambe le maglie in momenti diversi della loro carriera.
Davanti, la lista degli attaccanti doppi ex racconta un intero pezzo di storia del nostro calcio. Da Angelo Domenghini e Giampaolo Menichelli, protagonisti tra anni ’60 e ’70, si arriva alle notti di Coppa UEFA con Francesco Moriero e Mauro Esposito, idoli cagliaritani e poi volti della Roma di metà anni ’90 e 2000. Il romanista Roberto Muzzi, cresciuto a Trigoria e diventato bomber simbolo del Cagliari, rappresenta forse meglio di tutti il doppio legame: oggi coordina proprio il settore giovanile rossoblù. Nel mezzo ci sono le traiettorie di Marco Borriello, rinato a suon di gol con la maglia isolana dopo il periodo romanista, e del talentuoso ma discontinuo Daniel Fonseca, capace di lasciare il segno con entrambe le squadre. Più recenti le strade di Víctor Ibarbo, Simone Pepe, Fabrizio Provitali e dell’uzbeko Eldor Shomurodov, ultimo ponte tra la Roma e il Cagliari alla ricerca di rilancio in Serie A.
Il filo si chiude e si rafforza sulle panchine e negli uffici. Carlo Mazzone ha guidato prima il Cagliari portandolo in Europa e poi la Roma lanciando una generazione di giovani. Claudio Ranieri ha costruito a Cagliari la propria credibilità da allenatore prima di sfiorare lo scudetto in giallorosso. Più avanti Zdeněk Zeman ed Eusebio Di Francesco hanno alternato entrambe le panchine con fortune alterne. E ancora, lo stesso Daniele Conti, oggi dirigente del settore giovanile rossoblù, è l’emblema di un legame che va oltre i 90 minuti: due club lontani geograficamente, ma uniti da una fitta rete di storie, uomini e destini condivisi.

