CAGLIARI-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…
di Diego ANGELINO – Da quando seguo la Roma, sento dire che il Cagliari è simpatico.
Eppure io ricordo nitidamente le difficoltà ad affrontarlo nei primi anni ’90, con Mazzone sulla loro panchina prima e dopo (esonero Carlos Bianchi) l’esperienza romanista.
Ricordo altresì due scudetti gettati al vento (oltre ai torti arbitrali) tra colpi di tacco delittuosi, pareggi subìti in extremis e la “simpatia” di Daniele Conti e Marco Storari.
Senza contare l’assist di José Angel e il goal del carneade El Kabir nella disastrosa annata con Luis Enrique o l’uscita in ambulanza con collarino di Pisacane (proprio lui, in panchina ieri) dopo un goal annullato alla Roma che fece impazzire Paulo Fonseca.
Non dimentico, poi, i 4 goal presi con papera di Goicoechea e l’ammutinamento di mezza squadra per esonerare Zeman; giornata non tanto peggiore di un pareggio subìto in 9 che lasciò immobile, con sorriso nervoso, Di Francesco, agli sgoccioli della sua esperienza da allenatore romanista.
A questo elenco incompleto e relativo solo all’ultimo trentennio, possiamo aggiungere il pomeriggio di ieri, in cui resteranno come emblema gli insulti in mondovisione di Folorunsho a Hermoso.
Un pomeriggio dove i sardi – 21 sconfitte con la Lazio negli ultimi 24 incontri disputati – hanno disputato la rabbiosa partita della vita.
Ecco, magari la sconfitta di ieri un piccolo conforto lo può offrire: che, tra i romanisti, da ieri alle 17, ve ne sia qualcuno in meno a vedere con simpatia questo avversario.
A livello tecnico, ci troviamo a fare “la copia di mille riassunti”, per dirla con Samuele Bersani.
Se non sei al massimo fisicamente, soffri; santo Svilar, che ti evita sempre passivi peggiori; Baldanzi è un bravo ragazzo e si impegna: non può essere il centravanti di una squadra che vuole andare in Champions.
Così come Ferguson: palla lunga e alta non ci si può far sempre anticipare, peggio di Dovbyk. Dybala in queste condizioni è inutile ma il timore è chi (non) prenderebbero per sostituirlo.
Pellegrini gioca perché l’alternativa è Bailey ma con la Roma è una storia finita che si trascina; Palestra è più forte di tutti gli esterni a disposizione di Gasperini; Ghilardi è un giovane che deve farsi e con i giovani si pagano questi scotti: ecco perché vorrei sempre e solo gente già pronta.
Io non riesco a vedere Celik da esterno; praticamente ogni cross è palla all’avversario e non mi pare Soulé ci si affidi molto quando lo trova generosamente in sovrapposizione. Partono a breve El Aynaoui e Ndicka e rientra Wesley: momento perfetto per mettere il turco difensore, il brasliano esterno a destra e Rensch a sinistra, in attesa del rientro di Angelino.
Gasperini deve giustamente dire che bisogna innalzare le performance di una serie di calciatori ma l’unica via per non sprecare tutto di nuovo è il mercato di gennaio. Prestiti pluriennali, pagamenti ultra dilazionati: trovassero il modo che preferiscono per non spegnere di nuovo il sogno romanista.
Ps: col Como vorrei Hermoso capitano e mi piacerebbe sentire Gasperini come Capello qualche anno fa: la Roma si ferma solo in caso di giocatore che subisce un colpo alla testa.

