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GRUPPO “LUISA PETRUCCI”

DI CLUB IN CLUB di Franco Bovaio – Non ce ne vogliano gli altri club che stiamo raccontando in questa nostra rubrica, ma al “Gruppo Luisa Petrucci” siamo particolarmente affezionati, perché Luisa, per noi (e crediamo per tutti i romanisti) è stata davvero un simbolo. Lei, con il suo ombrellino giallorosso, era la mamma di tutti i tifosi. Da quelli della curva, che amava molto, a quelli delle tribune. E quando se ne è andata, lasciandoci un vuoto immenso, i nipoti, Isabella e Rolando, hanno subito fondato quel club che porta il suo nome che lei, in vita, non voleva per quanto era schiva di carattere e poco incline al culto della personalità. Ma poi… Lasciamolo raccontare alla stessa Isabella: “Gli ultimi giorni di vita di zia siamo stati sempre con lei e quando ha capito cosa stava accadendo, le ho chiesto se potevamo fondare questo club con il suo nome e lei mi ha risposto di sì con il dito della mano, perché ormai non parlava più. Così, nel giorno stesso in cui si è spenta, abbiamo fondato il Gruppo. Era il 12 ottobre 2005. Subito dopo ci siamo affiliati all’UTR, alla sede della quale facciamo riferimento per ogni cosa che riguarda il club, perché noi, una sede nostra vera e propria non l’abbiamo. Non c’è mai stato bisogno di averla, tanto ci conoscono tutti”.

A questo racconto di Isabella, intenso, bello e romantico, che ci riporta ai valori del tifo in cui Luisa credeva, seguono le parole di Rolando, il presidente, che ci spiega un po’ di cose del Gruppo: “Con esso cerchiamo di portare avanti gli ideali e il modo di vivere di zia Luisa. Per questo facciamo beneficienza, di nostra iniziativa o legata a quelle della Roma o delle associazioni di tifosi, ma senza pubblicizzarla troppo, come piaceva a lei. Abbiamo cercato di imitarla nel campo del sociale, nel quale faceva molto ma in silenzio, perché a lei piaceva così. Abbiamo collaborato in varie iniziative con il Roma Club Eur-Torrino e anche con il club “Ovunque tu sarai”. Abbiamo fatto la Befana giallorossa per i bambini del reparto oncologico dell’ospedale Sant’Eugenio, la Pasqua più volte, abbiamo donato generi alimentari alla Parrocchia di Torre Maura. Proviamo a fare tutte quelle cose che ci aiutano a far ricordare la zia per come era. Una persona che si dedicava sempre agli altri. Quando ci sono iniziative benefiche noi cerchiamo sempre di aderire”.

Un vanto del Gruppo è la presenza costante dello striscione all’Olimpico.
“Nelle partite casalinghe della Roma il nostro striscione c’è sempre stato. Non ne ha saltata nemmeno una. Anche se noi non riusciamo ad esserci fisicamente facciamo sempre in modo che questo ci sia. È posizionato in Tribuna Monte Mario lato sud, sulla vetrata vicino alla panchina della Roma, dove è sempre stato. Ci piace pensare che da lì zia Luisa continua a seguire la sua squadra, perché sullo striscione c’è la sua foto con scritto “Luisa sempre con noi”. Oltre che all’Olimpico lo abbiamo portato in tante trasferte, sia in Europa che in Italia”.

Quanti soci aderiscono al Gruppo?
“All’inizio eravamo un centinaio, oggi siamo una cinquantina, quelli che costituiscono lo zoccolo duro del Gruppo, quelli che ci stanno perché ci tengono tantissimo a farne parte. Sono a Roma, certo, ma anche in Olanda, in Belgio e a Cremona, dove ci sono due sorelle che conoscevano benissimo zia Luisa”.

Sabato 29 novembre si è svolto il “XX Memorial” in onore di Luisa Petrucci al Circolo Stella Azzurra, dove si sono affrontate, in questa partita ormai rituale, la squadra dell’UTR e quella del RC AICS. “Abbiamo iniziato a farlo nel 2006 a Castelrotto – dice ancora Rolando – poi lo abbiamo sempre ripetuto in tutti i ritiri estivi della Roma, con partite tra tifosi e giornalisti o staff tecnico. In quell’ormai lontana prima edizione del 2006 fu mister Spalletti a premiare i vincitori. Durante il Covid non potemmo farlo, ma appena fu di nuovo possibile lo facemmo proprio dentro Trigoria, con l’allora ds giallorosso Monchi che giocò in porta e parò anche un rigore. D’altronde lui faceva il portiere…”

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