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ROMA CLUB PISA

DI CLUB IN CLUB di Franco Bovaio – Il Roma Club Pisa è stato fondato recentemente, a luglio del 2025. Come e perché è nato ce lo racconta il suo vice presidente, il dottor Gian Mauro Liberatore, tessera numero 2: “In Toscana c’erano un po’ di club della Roma sparsi qua e là. A Pistoia, a Lucca e poi c’erano molti tifosi giallorossi qui a Pisa, dove però un club vero e proprio non esisteva. Così, in coincidenza con il ritorno in A della squadra della città, abbiamo pensato di fondarlo, anche perché ora ci sembrava davvero appropriato farlo. E quando mi hanno proposto l’idea di farne parte entrando nel consiglio direttivo sono stato felicissimo, perché in cuor mio avevo sempre avuto questa voglia di far parte di un club della Roma, solo che stando qui non ne avevo la possibilità. Ma poi ho subito pensato a quanti soci saremmo potuti arrivare, perché qualche dubbio lo avevo. Un altro grande romanista che sta qui a Pisa come me, Giuseppe Cavalieri, però, mi ha rassicurato, dicendomi che saremmo stati subito un centinaio. Confesso che mi sembrava una cifra esagerata, invece non lo era affatto, tanto che oggi siamo 150 soci ed abbiamo continue richieste di iscrizione”.

Dove si trova la vostra sede?
“Ad Asciano Pisano, un quartiere periferico e residenziale di Pisa. Qui ci riuniamo per vedere tutte le partite della Roma sul nostro mega schermo con un sistema audio surround che ci dà l’impressione di essere allo stadio. Per i soci, ovviamente, l’ingresso è gratuito. In sede facciamo anche  cene, organizziamo eventi, presentiamo libri sulla Roma. L’ultimo è stato quello di Tonino Cagnucci”.

Olimpico e trasferte vi vedono presenti?
“A Roma ci siamo sempre, in trasferta dipende. Allo Stadio Olimpico c’è sempre un nostro alfiere con lo striscione, che piazziamo in Tribuna Tevere, a mezza altezza. Se ci riusciamo cerchiamo di metterlo nella zona centrale, sennò dove c’è posto. Noi arriviamo all’apertura dei cancelli per sistemarlo nel modo migliore possibile. Se siamo in molti, per venire a Roma ci organizziamo con il pullman, da soli come club o insieme ai soci di altri club della Toscana, con i quali abbiamo buoni rapporti. Se invece siamo pochi prendiamo dei van da nove posti. In trasferta ci andiamo spesso e volentieri, a parte quelle logisticamente un po’ più scomode da organizzare come ad esempio Cagliari. Ma a Sassuolo, Torino, Milano andiamo sempre, come a Firenze, dove la partita contro di noi si vive un po’ come se fosse Roma-Lazio. Diciamo che le trasferte più comode le facciamo tutte, quelle più scomode per noi diventano un po’ più complicate da affrontare”.

Come si dividono i vostri soci? Ci sono più romani o toscani?
“Nel club noi romani siamo una piccola percentuale. Siamo quelli che vivono qui per motivi di lavoro, mentre sono tantissimi i toscani tifosi della Roma, che quando gli chiedo perché hanno scelto di essere della nostra squadra, che purtroppo non è certo una di quelle più vittoriose, mi rispondono sempre: “Perché la Roma è la Roma”. Una risposta che mi fa impazzire dalla felicità e che riempie di orgoglio tutti noi del consiglio direttivo, a cominciare dal presidente del nostro club, Danilo Cialoni, con cui ci prodighiamo continuamente per svolgere anche tanta beneficienza. Per il giorno della Befana, ad esempio, abbiamo raccolto generi alimentari per un’associazione che si chiama OMLES che aiuta chi ha perso casa. Ma questa è solo una delle tante attività benefiche che proviamo a fare”.

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