CURVA SUD. Roma Ti Amo

328 – Gennaio 2015 (di )

Negli anni 818283 ne abbiamo avute di soddisfazioni ma c’era mancato qualcosa. Il è il e non ha bisogno di presentazioni ma quest’ aveva in sé qualcosa in più, un pizzico di nostalgia, un po’ di rabbia da una parte, di certezza dall’altra, c’era insomma nell’aria quel sapore che è mancato per quasi quattro anni.

Da parte nostra ci siamo iniziati muovere un mese e mezzo prima,  la intera sarebbe diventata metà gialla e metà rossa, fino essere completamente gialla al momento dell’ingresso in campo dei campioni, momento in cui si sarebbero alzate sulla cinque lettere di quindici metri d’altezza comporre quella che si definisce forse la frase più bella del mondo:

Sì noi l’amiamo e perché non scriverlo sulla ? Ma per motivi… d’incendio, oltre che di forze dell’ordine.
cinque   da - noi eravamo senza  niente, praticamente ormai dovevamo andare al contando solo  sulla nostra voce, cioè come un qualunque -Pisa. Mai! Soltanto la stoffa sarebbe sicuramente entrata allo senza problemi e quindi si sarebbe potuto sfruttare il “”, farne un bandierone un po’ grandino, composto mò di mosaico che un segnale si sarebbe scomposto nelle centinaia di pezzi che lo componevano.
Bene, al lavoro.

In ben 4 e 4 notti siamo riusciti tra turni per dormire, pranzi panini, a pizza e nottate a caffè a scrivere la parola “ pezzo” alle ore 15 di sabato. Ma bisognava montarlo per vedere se tutti i calcoli erano giusti. C’erano un paio di imperfezioni, poco male, di nuovo al lavoro; erano le 19 mentre volavano barattoli di colla, striscie di adesivo, forbici spuntate e metri di giallo e rosso e mentre c’era rimaneva con i piedi incollati a terra per colpa della colla e chiedeva aiuto perché era rimasto annodato nel quasi chilometro e mezzo di amore giallorosso.
Ore 9 appuntamento alla stazione , arriviamo allo raggiunti dopo dieci da un pulmino nel quale c’era  tutto il materiale da battaglia (tamburi, , striscioni…), lo portiamo dentro si inizia di nuovo, bisogna montarlo, è enorme ma ci dicono che in campo non possiamo.
Siamo andati in e abbiamo ultimato il lavoro alle 14,05, mentre sentivamo parole dolcissime dalla Nord vedevamo la nostra magica Sud che senza scomporsi rispondeva applaudendo, come a dire “è inutile che vi scaldiate, non ci abbassiamo a rispondervi”

Si è alzato uno in Nord che sapeva tanto di invidia, parlava di odore… di tricolore…, al quale abbiamo risposto prima con un “campioni” urlato in 20 mila e poi uno enorme  “La nostra certezza è grande come la vostra illusione”

Ore 14,25 diamo il segnale e la si copre nel tempo che serve per alzare tutto il “”…  Un silenzio di tomba in tutto lo ,  li abbiamo lasciati senza parole.

CI SONO I DI E POI CI SONO I DELLA Cit. Agostino

 

 

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