COLPI DI TACCO di Mario BIANCHINI

Profumo di

Arriva il L’ spicchio d’estate rimbomba di speranze, tengono banco i guizzi del come ritocchi ad una opera compiuta.

Ha prevalso il buonsenso. Quando gli arbitri fischieranno l’inizio delle ostilità , non si parlerà più di trasferimenti

Ogni scenderà in campo libera, serena , convinta dei propri mezzi.

Esattamente come accadde tanti anni fa in uno struggente mese di settembre quando lanciò un segnale forte al Era l’anno dello

Ricordo sull’ in ritorno da Cagliari. “La strada è lunga, ma siamo pronti. Portiamo a casa i primi due punti.”

Dolce , non ti ho mai dimenticato. Oggi rispolvero e ti dono , come segno di buon auspicio, un capitolo del blogger giallorosso. Esso racconta:

“Chiamo a raccolta i romanisti. Facciamo un salto nel tempo a ricordare una piccola storia che si sposa con i nostri giorni. Si apriva il sipario sul tricolore più entusismante , sulla indovinata dal direttore de La Giorgio

e romanista, era stato indicato dall’Avv Gianni a guidare il giornale di famiglia. Erano i tempi in cui giurava vendetta.

Defraudata dello dal dell’epoca, sordo al di ,i giallorossi capeggiati da e da , scalciavano come tori nell’arena.

La scaramanzia dell’Avvocato, maestro di ironia, non servì a nulla.

Quella era troppo forte . Lo dimostrò fin dalle prime battute andando a vincere a Cagliari contro i sardi ancora freschi di trionfi.

Una gara di cartello, presa al volo da ,

Accompagnato dal suo occhiolino complice, ammiccante, fui inviato a racconare la partita che secondo alcuni avrebbe segnato l’inizio della fine.

L’ho detto mille volte, lo ripeto e lo dirò ancora. Specialmente in quel giorno , è stato incommensurabilmente bello poter scrivere di cose romaniste sul giornale della .

entrava dalla porta principale ad avverttire il .

Uno a tre segnava il tabellone. Mi sentivo pazzo di gioia,

Il mio articolo si guadagnò il titolo di spalla.

La tecnica dei giallorossi ha imbrigliato il Cagliari.

Oggi come allora, spirava il ponentino, la natura si vestiva di colori come i sogni dei .

Cesare Pavese componeva il suo concerto: “E’ venuto un momento in cui tutto si ferma, matura. Le piante lontano stanche te, sono fatte più scure. Nascondono frutti che a una scossa cadrebbero. Le nuvole sparse hanno polpe mature. Lontano, sui corsi, ogni casa matura al tepore del cielo”

Era settembre pieno di fermenti , profumato di .



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