IL COLLEZIONISTA: Daniele Ceccarelli e Federico Esposito

(di Franco BOVAIO) Daniele Ceccarelli e Federico Esposito di unicograndeamore.it sono due dei principali collezionisti di maglie della Roma che conosciamo. “Tutto prende il via un bel giorno in cui, quasi per caso, mi trovo in possesso di una maglia di Falçao della stagione 1983-84 prodotta dalla Kappa e messa dalla Roma nel girone di ritorno di quel campionato, visto che nel girone di andata indossava ancora quelle della Patrick” ci dice Daniele Ceccarelli.

“Io avevo sempre avuto l’idea di arredare casa con un cimelio importante della storia della Roma – prosegue – e una volta riscontrato che quella maglia di Falçao era buona, mi sono appassionato e ho iniziato a prenderne altre. Qualcuna più buona, qualcuna  meno. Perché delle maglie di una squadra ci sono prototipi fatti per le partite e poi mai indossati e maglie con cui si è veramente giocato. Per verificare se ci troviamo di fronte a queste ultime o alle altre ci affidiamo alle testimonianze di quei calciatori che ne erano venuti in possesso perché avevano scambiato la propria con qualcuno dei loro colleghi della Roma a fine partita. Sono loro che poi, riconosciuta la maglia che abbiamo come vera, ci firmano un certificato di autenticità”.

Ci sono periodi storici per i quali è più difficile riconoscere come vera una maglia della Roma?

“Gli anni ’70, perché in quel periodo era prassi che le maglie della prima squadra venissero date alla formazione Primavera nella stagione seguente. Così, ad esempio, se le maglie della prima squadra avevano una coccarda della Coppa Italia o uno scudetto, questi venivano scuciti a fine stagione per consentire ai ragazzi delle giovanili di indossarle in quella seguente. Di conseguenza, per noi collezionisti, è molto difficile riscontrare la veridicità delle maglie di quel periodo storico e in questa opera di riconoscimento io e Federico ci rifacciamo molto al sito asromaultras di Lorenzo Contucci, che consideriamo come la fonte principale da utilizzare per verificare se una maglia che ci appartiene è vera oppure no. Grazie a questo sito e anche alla rivista “La Roma” possiamo notare la corrispondenza di piccoli dettagli esistenti sulla maglia con le foto dell’epoca. Noi, ad esempio, siamo specializzati negli anni ’80 soprattutto perché dall’83 la rivista “La Roma” ha cominciato a pubblicare le foto a colori delle partite che ci hanno reso tutto più facile. Prima, infatti, possiamo rifarci solo alle foto della rivista “Giallorossi”, che però sono in bianco e nero. Per questo “La Roma” è un’altra delle nostre bibbie di riferimento”.

Ma voi collezionate solo maglie o anche altro?

“Principalmente maglie, ma abbiamo anche tutti i numeri della rivista “La Roma” ben rilegati, i biglietti delle partite, i gagliardetti, le fasce di capitano e altri cimeli che ci capita di trovare”.

A quale periodo storico siete più affezionati?

“A quello della Barilla, che va dall’80 alla prima metà dei ’90. Di quegli anni abbiamo alcune maglie storicamente molto importanti. Tra queste ce ne è una che reputiamo tra i pezzi migliori della nostra collezione: quella indossata da Giannini in Foggia-Roma 1-1 del campionato 1993-94, con Mazzone in panchina. Quel giorno il “Principe” fece il gol del pareggio proprio sotto lo spicchio dello stadio riservato ai tifosi della Roma e dopo aver segnato cadde piangendo sotto a noi, perché la squadra stava vivendo un momento di grande sofferenza e se avesse perso anche quel giorno sarebbe precipitata nel baratro della bassa classifica. Mentre Giannini era in terra in lacrime, festeggiato dai compagni, dal settore dei romanisti arrivò in campo un fumogeno che cadde proprio vicino a lui lasciandogli una macchia sulla maglia, che oggi abbiamo noi e alla quale siamo molto affezionati per la storia che ha”.

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