JUVENTUS-ROMA. A PRIMA VISTA… di Paolo MARCACCI

Uomini forti, destini forti; uomini deboli, destini deboli: prima o poi si finisce sempre per citare Luciano Spalletti, nel bene o nel male. Di certo la sua corrispondenza tra la tempra caratteriale e il modo di rendersi amica la sorte, oggi conosce un banco di prova straordinariamente importante, non solo per la Roma tra l’altro.

Se non ora, quando? Sarà un luogo comune, quest’ultimo, ma tra tutte le Juventus affrontate negli ultimi anni, compresa quella battuta nella scorsa estate sfatando il tabù dell’Allianz, questa di Pirlo sembra quella contro la quale è lecito provarci; quella contro cui è plausibile ipotizzare delle chance. 

Questione Dzeko, tanto per toglierci il dente prima del fischio d’inizio: ha pagato quel che doveva pagare; ci ha rimesso la fascia da capitano (fino a?); se oggi siede in panchina e se la gara dovesse restare in equilibrio fino a un certo minutaggio, è logico, almeno dal nostro punto di vista, pensare a un suo subentro da “all in”, per tentare di giocarsi il tutto per tutto. Vediamo.

Un quesito tecnico in negativo, viste le due assenze che paragoniamo: ci rimette più la Juventus senza Bentacour o la Roma senza Pellegrini?
Comunque sia, alla fine di Roma – Verona scrivemmo una cosa: una cosa che speriamo, pronti – via, è quella di vedere una Roma scendere in campo con il piglio di quella che sopravanza l’avversario in classifica, non di quella che si porta appresso il retaggio di soffrire stadio, ambiente, antagonista. 

Primo tempo, con una metafora: come si mangia a casa di Fonseca? Ci ha portato tutti antipasti buoni, però ancora aspettiamo il piatto forte. Come si mangia a casa di Pirlo? Ci ha dato solo una bistecca con un po’ di patate, però ci siamo saziati. Parafrasi: Roma bene nel fraseggio fino quasi ai sedici metri, otto corner procurati, ma Szczesny con i guanti praticamente candidi. In occasione del vantaggio bianconero, arranca Cristante su Alex Sandro, poco reattivo Kumbulla su Ronaldo, una reattività approssimativa per Pau Lopez. Detto ciò, il portoghese si esibisce in un diagonale millimetrato. 

Nella ripresa, lasciando stare i dati velleitari del possesso palla, c’è una lunga fase in cui la Juventus comincia a concedere qualche occasione e la Roma offre embrioni di conclusioni verso la porta di Szczesny; proprio in quel frangente arriva il raddoppio bianconero: gran giocata di Cuadrado che fa viaggiare Kulusevsky, palla in mezzo e Ibanez in scivolata la mette alle spalle di Pau Lopez. Non che la Juventus non meriti di essere in vantaggio, ma la Roma non merita le proporzioni del passivo. Nel frattempo, il ritorno di Dzeko. Non ha cambiato le cose ma speriamo le sistemi da Roma – Udinese in poi. 

Di certo, quando Pirlo si gira e apre la dispensa, trova certi ingredienti; Fonseca ne trova altri.

Un messaggio di conforto, proprio dopo un pomeriggio come questo: continueranno ad avere delle pause tutti, sarà importante far pesare più quelle degli altri. 

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