Demolition Inter, Mou cancellato

(IL MESSAGGERO) Non è servito l’amore dell’Olimpico, nemmeno la presenza magica in tribuna, men che meno l’impegno profuso da tutti i giocatori: cade contro l’Inter. Segna Calhanoglu su d’angolo e raddoppia il fischiatissimo Dzeko, quando non è passata nemmeno mezz’ora. Già lì si capisce che non è proprio aria. Reazione? Zero. Il di Dumfries quasi sul tramonto del primo tempo e dopo aver salvato la porta su tiro botta sicura di Viña, è l’ sparo.

Non si può dire che non ci abbia provato. Lo ha fatto ma forse con le armi caricate salve. Ha provato chiudersi e ripartire, per lui era l’unica strada, non avendo adeguati artificieri là davanti. Una che si abbottona, dunque: soffre e là davanti propone pochissimo nei novanta minuti.

L’ è nullo (definizione di fine partita), in mezzo si corre vuoto e dietro si balla. Mancano i giocatori, è vero e questo è un discorso che riguarda ormai il futuro, con o senza Mourinho. Ma se non hai i servirebbe altro e stavolta è mancato anche quello: una strategia diversa, forse. Una meno rinunciataria e più coraggiosa, per onorare quei cinquantamila che ora nemmeno fischiano più e che della restano prescindere.

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