DIVAGAZIONI ROMANISTE… Gli allupati

di Franco BOVAIO – Sul dizionario della lingua italiana (non “itagliana”, come dicono molti) accanto alla parola “allupato” c’è scritto: “affamato” – “famelico”.

Beh, allora non c’è proprio parola migliore per definire come si sentono, oggi, i tifosi della Roma (che poi come simbolo ha anche la Lupa, dunque tutto torna): allupati. Affamati della loro squadra, che bramano, sognano e si recano in massa a vedere dal vivo ogni volta che ne hanno la possibilità.

Anche per un’amichevole di presentazione contro lo Shakhtar Donetsk fissata per le 20.45 di domenica 7 agosto. Ovvero in un giorno in cui cominciano le ferie per gran parte dei nostri concittadini, come per tanti connazionali sparsi in giro per l’Italia. E invece i romanisti che fanno? Vanno in più di sessantamila allo stadio riempiendolo in ogni ordine di posto anziché partire per le tanto sospirate vacanze. Che siano di una settimana o due e per le quali, tra l’altro, si lavora tutto l’anno. Che a pensarci bene anche questa è una delle tante storture dei nostri tempi, ormai basati sul concetto di vivere per lavorare e non su quello di lavorare per vivere.

Dunque meno male che c’è la Roma, questa Roma dei Friedkin che partono col loro aereo privato e vanno a prendere i campioni in ogni dove per portarceli qui e di Mourinho, che se i campioni vengono lo fanno anche e soprattutto perché c’è lui in panchina. Meno male che c’è questa Roma che ci rende più lievi le nostre magre esistenze. Che ci fa sognare, ridere, piangere e festeggiare. Che ci spinge in massa ad andare allo stadio rinunciando ad uno o due giorni di ferie perché di lei siamo sempre più allupati. E scrivo “siamo” perché anche io ho fatto così, esattamente come molti di voi che ben conosco. Il costume me lo metterò lunedì. Domenica “daje Roma daje!”. Che il mondo è sempre più brutto, ma te sei sempre più bella!