SPEZIA-ROMA 0-2. Il “Pagellario” di Franco Bovaio

Undici vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte (Udinese, Lazio, Napoli e Atalanta), 37 punti (5 in più di quelli dell’anno scorso) e una solidità difensiva (appena 16 i gol subiti) che testimonia il buon lavoro di Mourinho (7) e quello del trio di difesa sempre più cementato in un blocco solo: Mancini-Smalling-Ibanez. Ormai li diciamo e li scriviamo tutti insieme e tutti insieme, anche a La Spezia, sono andati alla grande (6,5 a tutti). Nel girone di andata che si è chiuso oggi la Roma è andata bene e dopo la sosta Mondiale e natalizia è ripartita alla grande, con 4 vittorie e il 2-2 col Milan tra campionato e Coppa Italia. Si può essere soddisfatti.

Perché era difficile fare meglio, considerato il lungo infortunio di Dybala (8,5), che anche a La Spezia è stato il migliore in campo ed è entrato in 11 azioni da gol nelle 13 partite che ha giocato. E considerate anche la qualità della rosa (privata fin da subito di Wjinaldum) e le mattane di Zaniolo (senza di lui la squadra gioca meglio) e Karsdorp. Celik (6,5) è più forte dell’olandese e peccato che a Napoli non ci sarà per squalifica. Al suo posto potrebbe essere spostato Zalewski (6,5), protagonista di una buona partita anche oggi, con Spinazzola inserito a sinistra oppure El Shaarawy (7) rimesso a fare l’esterno dopo che a La Spezia è andato alla grandissima nel suo vecchio ruolo di trequartista ed è tornato a segnare al termine di un triangolo largo di grande qualità con Dybala. Vedremo.

Davanti la Roma ha ritrovato il suo Abraham (8), autore di una prestazione di buon livello e di un gol da vero centravanti, mentre a centrocampo il duo Cristante-Matic (6,5) ha dato qualità alle giocate e stavolta non ha sofferto troppo la velocità degli avversari, garantendo anche buone coperture alla difesa. Tanto che non possiamo dare un voto a Rui Patricio, così come agli altri subentrati, ad eccezione di Bove (6), che ci convince sempre di più.