CAMPIONATOMI RITORNI IN MENTETOP

ROMA-INTER. Mi ritorni in mente…

27/03/2010. Roma-Inter 2-1: la vittoria della Roma di Rosella Sensi e la sconfitta del calcio italiano

Se la carriera da allenatore di Daniele De Rossi è una storia ancora tutta da scrivere, tra i titoli nel curriculum del nuovo mister figura da tempo una cattedra in romanismo. In pochi hanno saputo interpretare lo spirito del club come Daniele, in campo e fuori. Le parole spese in conferenza stampa prima della partita contro il Cagliari e l’abbraccio a Claudio Ranieri nella notte dell’Olimpico, hanno rappresentato il tributo di un popolo a un uomo e a una squadra alla quale è mancato il tricolore ma non l’affetto e la riconoscenza della gente romanista.

Negli anni post calciopoli il movimento pallonaro italiano, orfano dei suoi vecchi padroni, sembrava aver trovato una nuova casa all’ombra della Madonnina sponda neroazzurra. A tener testa a una società alimentata dalle spese folli della famiglia Moratti una sola squadra: la Roma di Rosella Sensi.

Un gruppo nato e cresciuto sotto la guida di Luciano Spalletti e, dopo l’arrivo del tecnico testaccino, protagonista di una rincorsa esaltante. Una squadra baciata dal sole, come ebbe a definirla l’attuale tecnico della Nazionale, ma invisa al sistema che cercò in tutti i modi di frenarne l’ascesa.

Una situazione denunciata senza giri di parole da DDR il quale, al termine della stagione precedente, aveva espresso chiaramente il suo pensiero riguardo la regolarità del campionato.

Come risposta a queste affermazioni, i giallorossi furono pesantemente penalizzati subendo diverse rimonte, in special modo fuori dalle mura amiche, propiziate da evidenti errori arbitrali.

Nonostante questo la Roma si presentò allo scontro diretto in programma alla 31esima giornata all’Olimpico a meno 4 dalla corazzata guidata da Josè Mourinho e determinata a giocarsi le sue carte fino alla fine. Per nulla intimoriti dalla forza degli avversari, come da una designazione arbitrale che rendeva subito chiara la dimensione dell’impresa, i capitolini si portano in vantaggio proprio con il centrocampista di Ostia, lesto a sfruttare sotto porta un’indecisione di Julio Cesar su colpo di testa di Burdisso dopo un quarto d’ora di gara. Bacio allo stemma e Roma in vantaggio. Data l’assenza di capitan Totti,  sono Luca Toni e Mirko Vucinic a guidare l’attacco ed è il montenegrino il più pericoloso nella prima frazione, andando vicino al raddoppio prima su un tiro dal limite e poi con un preciso bolide su punizione. La reazione degli ospiti si esaurisce con un un colpo di testa di Samuel che si stampa sulla traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo allo scadere del tempo.

Nella ripresa l’Inter alza il ritmo ma per rimettere l’incontro in equilibrio serve una prodezza del direttore di gara Emidio Morganti e dei suoi collaboratori, capaci di non vedere ben tre giocatori in fuorigioco nell’azione del pareggio firmato da Milito al minuto 65.

Roba da fare arrossire Luciano Moggi e quindi troppo anche per un destino cinico e baro che pochi minuti dopo pone rimedio alle nefandezze della terna arbitrale. Lucio rinvia di testa un traversone di Riise spedendo la sfera dalle parti di Taddei. Il brasiliano prova il gol del secolo, al volo da fuori area, ma ne esce l’assist dell’anno per Luca Toni, solo a centro area. L’attaccante arrivato a gennaio dalla Bundesliga addomestica la palla con il destro e supera l’estremo difensore interista mettendo a dura prova la tenuta statica del complesso del Foro Italico.

Mourinho dopo Pandev inserisce anche Quaresma ma le insidie maggiori vengono ancora da uno degli arbitraggi più scandalosi della storia della Serie A.

A un minuto dalla fine dei tempi regolamentari Maicon sbaglia la misura di un retropassaggio, si inserisce Brighi bravo ad anticipare Julio Cesar che lo travolge. Sarebbe rosso e rigore ma Morganti, nell’incredulità generale, ammonisce il romanista per simulazione. Nel recupero Toni viene calpestato a centrocampo da Christian Chivu dopo essere stato colpito da dietro, ma il fischietto di Ascoli Piceno grazia il difensore rumeno lasciandolo in campo.

Il racconto ufficiale dell’incontro termina con il palo, colpito da Milito all’ultimo giro di orologio, a decretare la vittoria dei giallorossi alimentando così l’illusione di potersi aggiudicare il titolo.

Una verità di comodo, ancora prima che di parte, in quanto la speranza alimentata da quel legno fu  quella di un qualche reale cambiamento dopo gli eventi del 2006. Tutto uguale, tutto come prima: parole di Daniele De Rossi nel 2009 confermate da Josè Mourinho 15 anni dopo.

Quel giorno di fine marzo per noi fu vera gloria, per tutti gli altri solo una mera illusione.


Il Tabellino

ROMA-INTER 2-1
Marcatori: 17′ De Rossi, 28′ Toni (R), 21′ st Milito (I)

ROMA (4-3-1-2): Julio Sergio; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Perrotta, Pizarro, De Rossi (29′ Brighi); Menez (22′ st Taddei); Vucinic (41′ st Totti), Toni. A disp.: Doni, Mexes, Tonetto, Baptista. All.: Ranieri

INTER (4-3-3): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, J. Zanetti; Stankovic (14′ st Pandev), Cambiasso (31′ st Quaresma), T. Motta (31′ st Chivu; Sneijder; Eto’o, Milito. A disp.: Toldo, Materazzi, Cordoba, Muntari. All.: Mourinho

Arbitro: Morganti
Ammoniti: Menez, Perrotta, Brighi (R), Samuel, J. Zanetti, T. Motta, Lucio, Maicon, Eto’o, Chivu (I)



Un pensiero su “ROMA-INTER. Mi ritorni in mente…

  • Mi ri… TONI in mente…
    SEMPRE FORZA ROMA SEMPRE

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