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DE ROSSI: “Onorato dell’opportunità di allenare la Roma.Voglio vincere trofei”

Il Mister giallorosso Daniele De Rossi è stato ospite ai Premi USSI. Intervistato a margine dell’evento, queste le sue parole dell’allenatore:

La maglia della Roma è una seconda pelle. Il tuo sogno era allenare la Roma, patiamo dalla chiamata dei Friedkin.
“Scusate la voce ma il giorno dopo la partita è sempre debole. Non mi hanno telefonata ma hanno mandato un messaggio su Whatsapp e mi è stato comunicato il luogo e l’ora dell’incontro. Sono andato con entusiasmo e con un pizzico di paura. La situazione non era delle più semplici. Siamo alla fine della prima parte di percorso. Sono onorato di aver allenato la mia squadra del cuore, ma siamo all’inizio di tutto il percorso e di quello che andremo a a fare nei prossimi anni sperando sia sempre più positivo”.

Hai raccolto un’eredità importante.
“Quando le cose vanno meno bene mi trattano com’è giusto che sia. Non ho sostituto Mourinho ma ho continuato il suo lavoro portando le mie idee. Non dobbiamo fare paragoni ma sto cercando di fare il massimo. L’ultimo mese ci lascia l’amaro in bocca perché non abbiamo raggiunto quel sogno che sembrava alla portata. Il giudizio però di questi mesi è positivo. Sto già pensando al futuro. Non è il risultato dell’Atalanta che non ci ha portato in Champions ma i nostri. Eravamo molto lontani quando siamo arrivati. Eravamo partiti in quarta poi mi è mancato qualcosa. Stiamo lavorando ma non iniziamo oggi. Già nelle ultime settimane avevamo iniziato a programmare per riportare la Roma dove è sempre stata. Era superiore a livello di classifica e dobbiamo ritrovare quel piazzamento nelle zone alte”.

Ti augurano la carriera di Capello.
“Lui mi ha lanciato quindi mi piacerebbe rilanciare un ragazzo di 18 come ha fatto con me. Ha girato tanto e vinto molto. E’ un augurio che fa piacere. E’ la seconda volta che prendo questo premio, sono passati 10 anni. E’ stata premiata una ragazza del 2007 e mi sento vecchio. Mia figlia è del 2005, questo secondo lavoro mi dà la possibilità di trasformarmi da calciatore vecchio ad allenatore giovane. Ho grande voglia ed entusiasmo. Pensiamo a ripetere la mia carriera da calciatore che è stata di livello altissimo. Difficile rifarla tutta nello stesso club per quanto ci si stufa presto degli allenatori, vorrei arricchirla con trofei, restando sempre alla Roma mi sono privato di qualche trofeo. Con un bel progetto possiamo tornare ad alzare qualche coppa”.

Su Dybala.
“Bisogna sempre essere pronti. Mi dicevano che aveva spesso problemi fisici. Quando sono arrivato è sempre stato il primo ad andare forte in allenamento. Gli abbiamo chiesto di andare a rincorrere qualche giocatore e ha dato grande disponibilità e sono sono soddisfatto del rapporto con lui. Mi tengo stretto tutti i miei giocatori. Adesso non diremo nulla a voi. Però è il momento di fare non di dire. Nel calcio si fanno dei progetti che vengono scombussolati dalle decisioni del calciatore o del procuratore. Dire oggi questo rimane è un boomerang. Dobbiamo essere bravi anche dal punto di vista della comunicazione”.

Quando arrivi sesto il bilancio è sufficiente perché non è stata disastrosa ma si poteva fare meglio.
“Volevamo riportare la Roma in Champions e in finale. Penso che siano state fatte le cose nella maniera corretta e bisogna farle adesso nella maniera corretta per salire di livello”.

Sei subentrato a Mourinho. Quanto è distante questa Roma dalle tue idee?
“Non è questione mia o di un altro allenatore. Quando uno subentra e trova una squadra create da altre persone per forza di cose è distante dalla mia idea. Non ci sono allenatori che hanno le stesse idee però quello che mi piace è che ho le stesse idee della società ieri sera ci siamo confrontati, ho la stessa idea del ds. Ho parlato con Lina e abbiamo idee che coincidono. Non sempre sono facili da portare a termine ma abbiamo dei piani A,B,C,D,E. Sono fiducioso anche se dobbiamo entrare nel merito di quello che sarà”.

Sulla partita di ieri.
“L’avevamo preparata tanto dal punto di vista mentale perché ci sono partite che non contano nulla per la classifica ma devi vedere come si comportano i giocatori per rispettare la competizioni e i tifosi. Ho visto giocatori che hanno rispettato la partita e per certi versi può anche essere preoccupante. Abbiamo fatto una partita giusta un po’ al di sotto con qualche similitudine con altre partite fatte”.

Avevi chiesto corsa e fame.
“Io sono quello che deve dargli gli strumenti per segnare. Anche io voglio metterli nelle condizioni migliori. In un periodo sembrava tutto perfetto ma c’erano dei problemi che si sono coperti con i risultati. Tanti anni fa feci due gol nelle ultime partite e un mio collega mi disse ‘hai fatto bene’ perché è meglio farli nelle ultime che nelle prime perché la gente si ricorda le ultime. Anche a noi ci rimane questo sapore agrodolce di questo finale di campionato. Ieri abbiamo perso per un gol di un giocatore che doveva essere espulso due minuti prima e mi dispiace. Abbiamo finito con le pile scariche e dobbiamo far sì che questa squadra arrivi in fondo a tutte le competizioni. L’Atalanta è l’esempio da seguire. Non avevo dubbi che l’Atalanta avrebbe fatto i punti che doveva fare perché li ho ve visti prima della finale di Coppa Italia. Sono costruiti in quel modo e sanno che devono fare quella roba lì e la fanno bene. Poi anche loro hanno perso punti ma avevo pochi dubbi in merito. Non dovevamo aspettarci qualcosa, dovevamo fare i punti prima durante tutto l’anno”.

Cosa vi siete detti coni Friedkin?
“Abbiamo parlato delle nostre opinioni che sono private. Da oggi dobbiamo ricominciare a pianificare materialmente”.

Qual è il budget?
“Ne parleremo con la società. Non si dicono pubblicamente e si gestiscono a Trigoria”.

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