LAZIO-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego “Co’ avemo perso!” disse dopo il 30 subìto nel 2006 dalla di Siviglia, Zauli, Cribari e Mutarelli. Una non tanto peggiore di quella che ha battuto i giallorossi ieri sera: demerito quasi totale della quindi, piuttosto che particolari meriti dell’avversario, in queste due sconfitte simili.

Il ha una regola fondamentale: il gioco delle figurine non vale. Il gap tecnico si compensa col furore agonistico: se la più forte (storicamente la , nel 90% dei casi) non mette da parte la presunzione e si affida alla rabbia, sommata alla forza tecnica, non va da nessuna parte.

Prima di venire ai nostri (tanti) problemi: a parti invertite, il che chiude la avrebbe portato a una manifestazione contro i “poteri forti” e (di nuovo, dopo -Torino) a trasmissioni con il logo “il è morto” Per la cronaca, numero per la negli ultimi 10 anni: i biancocelesti sono secondi col e dietro al Milan in questa speciale classifica.

Molle, la , dicevamo: in un approccio apparso subito – incredibilmente – sbagliato; nei contrasti spesso e volentieri persi. E ingenua: il dell’10 ha connotati parrocchiali, per quanto imbarazzante.

Lancio lungo a scavalcare la difesa avversaria: gioco scolastico e fruttuoso quando di fronte trovi una difesa così, con un che quel lancio te lo concede sempre.

Potresti pareggiare e si sarebbe parlato di un Di Francesco geniale, visto l’ingresso di Pastore, che sfiora l’11; invece l’argentino, che danza a passo di tango mentre intorno a lui c’è un concerto heavy metal, dà ancora una volta –purtroppo – ragione a tutti noi, sbigottiti per il suo ingresso in campo.

Si deve segnare e va bene, De non regge i 90’ ed è un problema enorme, vista l’alternativa Nzonzi: ma, così facendo si è prestato ulteriore fianco all’avversario, quando mancava ancora mezzo tempo più recupero al termine della sfida.

Mentre scriviamo, ecco l’indiscrezione dell’ennesima “ultima spiaggia” per Di Francesco, insieme al mancato anticipato in vista di Oporto. Si naviga a vista, come da troppo tempo a questa parte.

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