Nuovo terremoto sul calcio

(IL TEMPO) I non tornano da anni. Ma adesso, complice la pandemia, la bolla del è definitivamente scoppiata e c’è indaga sui bilanci dei club, che ricorrono in modo sempre più esasperato al meccanismo delle attraverso scambi di giocatori, spesso senza alcun passaggio di denaro «reale». Il giocattolo si è rotto un po’ ovunque, in Juventus, Milan e Inter hanno sommato perdite da 1 miliardo di in due anni, è arrivata quasi 400 milioni e anche la sempre prudente Lazio di è andata in «rosso» per due stagioni consecutive.

Il nuovo, potenziale ciclone sulla lo ha aperto lo scorso luglio la Consob, dando il via una verifica ispettiva sui della Juventus, puntando il mirino su alcune operazioni di calciomercato. Sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’organo di controllo l’esercizio chiuso dal club di il 2020, la semestrale al 3 2021 e altri affari realizzati nel corso del primo semestre 2021.

Adesso è la Covisoc intervenire. Con alcune pec inviate tra il 19 e il 21 ottobre scorsi, la commissione di vigilanza sulle società di professionistiche ha segnalato alla procura e al presidente Gabriele l’opportunità di analizzare il pericoloso fenomeno definito «di sistema. Un vero e proprio trend in cui la carenza di liquidità ha indotto i club indirizzarsi verso schemi negoziali permutativi». La relazione inviata alla riguarda solo una parte degli affari che potrebbero destare sospetti, con le dovute cautele: la stessa Covisoc ricorda come «il trading reciproco di calciatori costituisce un quid che dipende spesso dal modello di di ciascun club». Inoltre, stabilire il reale di un calciatore è «un esercizio notoriamente difficile e non assistito da un adeguato livello di elaborazione scientifica».

Sono state prese in esame alcune operazioni di delle ultime due stagioni sportive e ben 14 scambi riguardano la Juventus. Il più oneroso è quello realizzato con il Barcellona tra gennaio e giugno 2020: si comincia con Pereira Da Silva ceduto ai catalani per 7,886milioni di euro (gioca ancora nel Barça B), poi è Pjanic passare in blaugrana per 60,842 milioni, mentre fanno il viaggio inverso Arthur (72milioni) e Marques (8,2 milioni). Al di là delle valutazioni tecniche – un anno dopo Pjanic è stato «regalato» in al Besiktas, Marques è finito in B spagnola mentre Arthur fatica a imporsi come titolare nella Juventus – il club di Agnelli, grazie alle due cessioni, ha realizzato per complessivi milioni di circa.

Stesso meccanismo si può riscontrare nel mega-scambio con il Manchester City, sempre nell’ 2020: Cancelo e Taboada volano in Inghilterra per 75 milioni di totali, generando una plusvalenza da oltre 40 milioni a bilancio, Danilo e Correja (ora in al Parma) arrivano in bianconero per ,5 milioni. Se per questi affari incrociati c’è stato comunque un passaggio di denaro fra le società, la Covisoc ha notato in altri casi una quantomeno curiosa corrispondenza tra la somma dei prezzi pattuiti per i singoli calciatori. Lo scorso gennaio, esempio, Rovella viene ceduto alla Juve (che lo lascia comunque in ai liguri) per 18 milioni di euro, contestualmente la società, allora gestita da Preziosi, compra Portanova a 10 milioni e Petrelli a 8 milioni. Totale: 18 milioni, saldo finanziario dell’ zero euro, ma doppia plusvalenza garantita per le due società.

Il club di fa lo stesso con il Lugano (scambio Monzialo-Lungoyi valutati 2,5 milioni a testa), il Marsiglia (Tongya-Marley, 8 milioni, entrambi finiti poi nelle seconde squadre), mentre si spostano pochissimi soldi negli scambi chiusi con Pro Vercelli, Basilea Amiens, Novara, Parma, e Pisa che riguardano e giocatori perlopiù sconosciuti. Nello studio curato dalla Covisoc compare anche il Napoli, che ha acquistato il fortissimo Osimhen a 71,25 milioni dal Lille, girando ai francesi Karnezis, Manzi, e Liguori: quasi 20 milioni l’ammontare delle realizzate dal club di De Laurentiis. Segnalati anche una di scambi tra e Parma, tra e Chievo, mentre la ricompare nel giro d’affari con l’Empoli riguardante Mancuso, Adamoli, Lipari, Maressa e Olivieri.

La Covisoc, una volta appresa la verifica aperta la scorsa dalla Consob, ha nel frattempo chiesto alla Juventus «elementi informativi al riguardo». La palla passa ora alla Procura Figc, che non ha aperto al momento nessun procedimento. Ma il tema è già finito sul tavolo del Giuseppe Chinè, con un scambio di pareri con la Covisoc risalente allo scorso aprile. La materia è complessa, ma a questo punto indagare è diventato un obbligo.

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