ROMA-VENEZIA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – Guardiamo sempre il bicchiere mezzo pieno: la racconta che l’ contropiede, nove volte su dieci, porta al dell’12. 

Sarebbe stata la beffa suprema, in una dominata. In 11 contro 10, per una follia del laziale Kiyine, col ennesimo spot per il tempo effettivo nel calcio.  

Memore di storie che ben conosciamo, auspicavo un avversario ancora in lotta per la salvezza.

Ormai liberi di testa e con nulla da perdere, invece, gli ospiti imbroccano la serata, trovando un evitabilissimo dopo nemmeno un minuto.

Ennesima amnesia difensiva dei soliti (del solito) noti. 

Traverse e occasioni incredibili mancate: la recrimina perché, con qualche arbitraggio più dignitoso in stagione, sarebbe da tempo serenamente in Europa.

Invece deve ancora lottare: non ha avuto la per gestire i due impegni; non ha (ancora) la mentalità per operare al meglio su due fronti. C’è una certezza: con la sconfitta dell’Atalanta Milano, tre punti Torino garantiscono almeno il settimo posto. In attesa di conoscere i risultati di domani. 

Si rivede dal primo minuto Spinazzola, che propone anche un paio di spunti interessanti. Redivivo Shomurodov: giocatore di qualità con, probabilmente, limiti caratteriali che gli hanno impedito di essere molto più protagonista in questa stagione.

Ammirevole capitan Pellegrini,: sfiora più volte il e, al 96’, evita la rete avversaria dopo un recupero prodigioso. Se la ha ancora qualche chance di entrare in passando dal campionato, lo deve anche quell’intervento. 

Una menzione per il 2003 Volpato, che aveva riaperto la gara casalinga contro il e ieri poteva forse trovare il del 21 Che prospetto! Come si muove e come tocca il col sinistro: speriamo si confermi crescendo. 

Tutto in 10 per una che, comunque vada, avrà bisogno di innesti funzionali e importanti per alzare sensibilmente l’asticella di prestazioni, risultati e, ancor di più, mentalità.