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SAMPDORIA-ROMA. A PRIMA VISTA di Paolo MARCACCI

Metti un pomeriggio genovese dal clima mite e dall’occasione più golosa della proverbiale focaccia, a livello di classifica. Con la Sampdoria che ricomincia da un vecchio soldato di Mourinho in panchina e con le statistiche dei blucerchiati che evidenziano cifre addirittura peggiori rispetto al disastroso punteggio in classifica. 

Metti una Roma che a Siviglia è parsa in crescendo nella ripresa e con innesti di gente che, per diversi motivi, scalpitava per una maglia. 

Mou si presenta senza Zaniolo, con El Shaarawy a sinistra e Abraham e Belotti insieme. La cosa più bella della Samp è un tacco di Stankovic quando la palla spiove verso la sua panchina. La Samp picchia e poco altro, con Rincon che sembra Roberto Duràn, “Manos de piedra”. 

Abbarbicata al suo striminzito 0 – 1, con un rigore sacrosanto trasformato in modo mirabile da Pellegrini. Un secondo tempo molto cautelativo, con Mourinho che capisce che i suoi non hanno molto carburante prima che si accenda la spia della riserva; così si giustificano i vari cambi, con una notazione ad personam: il tecnico sta concedendo a Bove sempre più subentri con il risultato in bilico da gestire: segno di stima e importanza. E ancora: per qualcuno questo risultato potrà essere striminzito, guardando la classifica è straordinariamente redditizio. Superate Udinese e Lazio, si vede la targa del mirabolante Napoli. E tanti singoli stanno giocando da sufficienza stentata. Quando staranno bene?